“Tanti auguri Befana”: polemica per il fotomontaggio di Elly Schlein condiviso dal sindaco di Trieste

 

“Tanti auguri Befana”: polemica per il fotomontaggio di Elly Schlein condiviso dal sindaco di Trieste

Un’immagine provocatoria pubblicata per l’Epifania ha acceso una nuova polemica politica a Trieste. Il sindaco, Roberto Dipiazza di Forza Italia, ha condiviso sui social un fotomontaggio che ritrae la segretaria del Pd, Elly Schlein, vestita da Befana, accompagnato dalla didascalia: “Tanti auguri Befana”.



Il post ha immediatamente scatenato dure reazioni tra i vertici del Partito Democratico, che hanno definito il gesto gravissimo e offensivo. I capigruppo di Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, insieme al capodelegazione al Parlamento europeo Nicola Zingaretti, hanno condannato l’iniziativa con una nota ufficiale:

“In un giorno come questo, con la tragedia dei ragazzi di Crans Montana ancora nella memoria del Paese, il sindaco non trova di meglio che attaccare e insultare la segretaria del Pd. Non è la prima volta che Dipiazza mostra comportamenti sessisti e offensivi verso le donne. Con questo gesto dimostra grettezza, volgarità e una cultura politica di destra che utilizza la denigrazione dell’avversario come prassi.”

I rappresentanti dem hanno poi chiesto pubblicamente scuse immediate alla comunità del Pd e alla stessa Schlein, auspicando che anche i partiti nazionali di riferimento del sindaco, a partire da Giorgia Meloni, prendano una netta distanza dall’episodio.

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Non si è fatta attendere la reazione di Debora Serracchiani, ex governatrice del Friuli-Venezia Giulia e deputata del Pd, secondo cui:

“Dipiazza dovrebbe ricordarsi del ruolo istituzionale che ricopre. A pochi giorni da un’altra uscita volgare nei confronti delle donne, conferma il suo atteggiamento offensivo e irrispettoso. Viviamo tempi in cui la politica sembra aver perso ogni senso del decoro e delle istituzioni.”

Anche Caterina Conti, segretaria regionale del Pd, ha criticato duramente il gesto:

“Non si tratta di satira o di spirito goliardico, ma di mancanza di rispetto. Un gesto sessista e indegno di chi ricopre incarichi pubblici, che usa il body shaming come arma politica. Questo episodio non è un semplice scivolone personale, ma rappresenta la cultura diffusa della destra al potere, che strumentalizza e denigra costantemente l’avversario.”

Il caso riapre quindi il dibattito sul confine tra satira politica e offesa personale, e mette sotto i riflettori il ruolo delle istituzioni locali nel garantire rispetto e decoro anche sui social.