Home ambiente Un rapporto Onu fotografa lo stato degli oceani:Ecco come saremo nel 2100

Un rapporto Onu fotografa lo stato degli oceani:Ecco come saremo nel 2100

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empeste, piogge acide, uragani, tsunami: sono tutti eventi profondamente traumatici per chi li vive. Fortunatamente si tratta di avvenimenti davvero molto rari e che si presentano in tutta la loro potenza distruttiva solo piuttosto raramente. Ma sarà sempre così?

Secondo le indagini svolte dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), l’Ente che si occupa di fornire dati scientifici ai governi per migliorare le politiche ambientali, la risposta potrebbe essere presto negativa.

L’IPCC ha stilato un rapporto nel quale vengono sottolineati tutti i rischi delle attuali emissioni di CO2. Secondo il rapporto, le attuali emissioni hanno già fatto registrare danni davvero considerevoli.

A farne le spese sono soprattutto i mari: la loro acqua si sta riscaldando, inacidendo e sta perdendo ossigeno. Questo comporta la scomparsa, già in atto, di molte specie viventi: della barriera corallina, ad esempio, nonché di molti altri pesci e molluschi.

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L’IPCC ha dichiarato che, se le emissioni di gas serra resteranno ai livelli attuali, molto probabilmente già entro il 2050 eventi traumatici per il pianeta e gli esseri che ci vivono si presenteranno a cadenza annuale, anziché ogni 50 o addirittura 100 anni.

Il vertice sul clima del 23 settembre 2019 ha proprio preso in esame queste problematiche. Molte nazioni hanno dichiarato di essere disposte a cambiare la loro politica ambientale e di trasformare tutta l’energia che producono in energia “pulita”. Ma non basta: il cambiamento è troppo lento e molti altri governi non sono ancora disposti a collaborare.

Secondo l’IPCC, i mari si stanno surriscaldando ad un ritmo incalzante e il loro livello sta aumentando vertiginosamente. Entro il 2100 esso potrebbe aumentare di oltre un metro e nel giro di pochi anni città come Los Angeles, Miami, Honolulu, San Diego, Jakarta, Manila, Bangkok, Lima, Singapore, Barcellona, Sydney o Venezia potrebbero arrivare a scomparire.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha dichiarato che non siamo più di fronte a “cambiamenti climatici”, ma ad una vera e propria “crisi climatica”. Se non mettiamo subito un freno all’inquinamento, potremmo presto trovarci vicini al collasso del nostro splendido Pianeta.

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