Sardine, Santori: “Il primo obiettivo è portare un messaggio alternativo al sovranismo”

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Solito balletto di numeri: in 100.000 per gli organizzatori, 35.000 per la questura. Comunque tanti, stipati in una piazza San Giovanni che, a Roma, ha retto bene l’urto della migrazione delle Sardine, provenienti da tutta Italia. In un solo mese hanno riempito le strade e le agorà, in maniera quieta, come il nome che si sono scelti richiama. Non vogliono essere riconosciuti come partito politico, ma intendono fare argine a quello che più di tutti incarna le tensioni nazionaliste e anti immigrazione: la Lega di Salvini. La sfida è lanciata: fare uno sgambetto al Carroccio in occasione delle elezioni di gennaio in Emilia Romagna.

“Abbiamo fatto tutto quello che avevamo detto e abbiamo lavorato sulle diverse regioni perché il primo obiettivo è tornare il prima possibile nelle piazze e coinvolgere quei territori che ancora non sono stati coinvolti”.

È questo il primo commento del coordinatore delle sardine, Mattia Santori, al termine della prima riunione nazionale del movimento, alla quale hanno partecipato 150 promotori delle iniziative di piazza che sono state realizzate in questi primi 30 giorni.

“Non c’è sempre bisogno di cercare la novità”, ha aggiunto Santori rispondendo ai giornalisti, ribadendo la soddisfazione per la mattinata. “Abbiamo lavorato con persone che vogliono portare un messaggio alternativo al populismo e al sovranismo”, ha concluso il leader del movimento.

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