Manovra, governo apre a Ue. Ecco I punti della trattativa

Manovra, governo apre a Ue. Ecco I punti della trattativa

Dopo i toni incendiari e gli scambi d’accuse, è giunto il momento della trattativa fra Italia e Unione Europea dopo la bocciatura della Manovra e la prospettiva della procedura d’infrazione.

Ha iniziato a parlare con toni più concilianti Di Maio, nelle ultime ore gli è andato a ruota anche Matteo Salvini. “Il 2,4% del rapporto deficit/Pil non è intoccabile” – dice chiaramente il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini in un’intervista all’Adnkronos – penso che nessuno sia attaccato a quello, se c’è una manovra che fa crescere il Paese può essere il 2,2, il 2.6… non è problema di decimali – sottolinea -, è un problema di serietà e concretezza”.

Oggi è previsto un vertice a Palazzo Chigi sulla manovra tra Conte, il ministro dell’Economia Giovanni Tria e i due vicepremier, Di Maio e Salvini.

“Noi – assicura il ministro dell’Interno – faremo di tutto per applicare buon senso e ragionevolezza” nella trattativa con Bruxelles sulla manovra, “non vogliamo litigare con nessuno ma chiediamo solo di poter fare quello che gli italiani ci chiedono”.

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“Il Parlamento è sovrano – continua -, c’è una manovra che viene giudicata e bocciata ancor prima che il Parlamento l’approvi. Siccome siamo una repubblica parlamentare, se il Parlamento apporterà modifiche, miglioramenti, cambiamenti, su quello nessuno potrà dir nulla.

Sarebbe auspicabile – aggiunge – che, prima di promuovere o bocciare, si aspettasse la manovra come il Parlamento, che rappresenta gli italiani, l’approverà, e so che in Parlamento ci sono tante proposte, emendamenti, suggerimenti. Mi auguro che da Bruxelles non arrivi nessuna scelta prima che il Parlamento approvi la manovra”.

Alla domanda se sia disposto ad andare incontro alle richieste dell’Europa, magari sforbiciando quel 2,4% del rapporto deficit/Pil, “qui non si tratta di venire incontro all’Europa – risponde Salvini – anche perché l’Europa non è che ci abbia preso molto sulle ultime manovre finanziarie. Sto ascoltando quotidianamente – spiega – italiani, categorie, associazioni, stiamo cercando di fare ancor di più per il mondo dell’artigianato, del commercio, dell’impresa, del commercio. Se ci saranno fondi maggiori a sostegno delle imprese che arriveranno da altre voci – dice – ci muoviamo in quella direzione, o penso ai territori colpiti da maltempo: non è che me lo deve chiedere l’Europa di spostare dei fondi dalla spesa corrente alla messa in sicurezza del territorio. Se il Parlamento lo chiede, mi sembra una richiesta legittima”.

SPREAD – Parlando dello spread, il vicepremier si dice convinto che è schizzato “da quando è nato il governo, non c’entra la manovra, il deficit, il debito. C’è da parte di un certo mondo finanziario, limitato – osserva -, un’ostilità a questo governo che speriamo passi. Non è dettata dai numeri, è un giudizio politico”. Salvini spiega poi che c’è una strategia di governo per salvaguardare la banche. “E’ bene si sappia – afferma – che qualunque tipo di speculazione non farà saltare nulla”.

QUOTA 100 – Il vicepremier assicura che la riforma della legge Fornero, la cosidetta ‘quota 100’, non slitterà. “Io credo che già da febbraio i primi italiani possano usufruirne. E dico febbraio perché se la manovra l’approvi entro fine dicembre ci vuole il tempo tecnico di far partire la macchina”. “Gli aventi diritti son 600mila – rimarca Salvini – noi mettiamo a disposizione di questi 600mila una possibilità, se poi la coglieranno in 500mila o 200mila non lo so, sicuramente in tanti l’aspettano come una salvezza”. La riforma della Fornero, indica inoltre il vicepremier, libererà “posti di lavoro, dunque si crea maggior ricchezza e maggior lavoro”. “Ovviamente è tutto verificabile mese per mese – risponde alla domanda se ci sia disponibilità a inserire dei correttivi in corsa se le riforme scritte dal governo giallo verde non dovessero funzionare – la disponibilità c’è, ma noi siamo sicuri che funzionerà”.

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REDDITO CITTADINANZA – Sul reddito di cittadinanza, e le distanze tra Lega e M5S sul tema, “l’importante è legare la misura al mondo del lavoro, assolutamente al reingresso nel mondo del lavoro. Il reddito di cittadinanza si potrebbe anche legare direttamente alle imprese: ci sono allo studio diverse opzioni”, spiega il ministro dell’Interno. La misura bandiera del M5S “c’è nel programma di governo e aiuta gli ultimi, l’importante è che vada a sostituire tutti i benefici che vengono dati e non si vada a sommare per evitare furbate. Un sostegno agli ultimi che sono stati dimenticati sicuramente è utile. Il budget per realizzarlo c’è, l’aiuto a chi perde il lavoro in attesa lo ritrovi è un principio che condividiamo: la Regione Lombardia, dove noi governiamo da 20 anni, ha già un reddito di autonomia, un sostegno economico per chi ne ha bisogno”.

via quifinanza.it

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