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Macron copia Di Maio e lancia il “reddito di cittadinanza”. Ma l’Europa attacca solo l’Italia

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Macron copia Di Maio e lancia il “reddito di cittadinanza”. Ma l’Europa attacca solo l’Italia

Ha detto Macron: “Questa soglia sarà universale, perché ognuno potrà accedervi, dal momento in cui le sue entrate passeranno sotto una certa soglia”. Esattamente con lo stesso modello della proposta italiana elaborata dal M5S Il reddito universale francese sarà un contratto firmato dal beneficiario, che avrà anche diversi obblighi. Tra questi quello di “seguire un percorso di inserimento professionale in cui sarà impossibile rifiutare più di due offerte di lavoro consecutive”

Ma se in Francia esiste già il reddito minimo garantito, cosa cambia nella sostanza? Tutto. L’Rmi fu creato nel 1989, nella stagione della presidenza socialista di François Mitterrand. Questa misura divenne un modello per le sinistre europee, compresa quella italiana, che però ne perse memoria fino a che “il reddito minimo” non fu riscoperto da Luigi Di Maio. Questo salario venne  riformato da Nicolas Sarkozy, che lo ribattezzò Rsa (Revenu de solidarité active) fino a raggiungere – come abbiamo detto – la quota 550 euro al mese, destinata a tutti coloro che non hanno un lavoro e non beneficiano più dei sussidi di disoccupazione.

Questo sistema costa già allo Stato francese 10,9 miliardi di euro all’anno. Macron, però, ha voluto di più , perché il «reddito universale di attività», sarà percepito addirittura anche da chi ha già un lavoro ma non guadagna a sufficienza per sostenere il costo della vita. Intento lodevole, peraltro, ma come mai se se ne parla in Italia questa soglia viene considerato una promessa folle?

Ha detto Macron: «Questa soglia sarà universale, perché ognuno potrà accedervi, dal momento in cui le sue entrate passeranno sotto una certa soglia». Esattamente con lo stesso modello della proposta italiana elaborata dal M5S Il reddito universale francese sarà un contratto firmato dal beneficiario, che avrà anche diversi obblighi. Tra questi quello di «seguire un percorso di inserimento professionale in cui sarà impossibile rifiutare più di due offerte di lavoro consecutive».

Infatti interessante, anche qui nel rapporto con l’Italia, e che la misura viene varata senza che sia stato quantificato esattamente il suo costo. Macron ieri ha stanziato 8,5 miliardi per i prossimi quattro anni per l’ insieme del «piano povertà», che, oltre all’ evoluzione dell’ Rsa, prevede altre misure, in parte destinate ai bambini più piccoli nei quartieri più disagiati.

Anche qui: applausi. Ma il tema è: come mai l’Europa così arcigna con l’Italia, non indaga sui conti francesi? Come mai l’Europa così severa con l’Italia, e non considera populista o costosa questa misura? Il grande tema aperto dal dibattito di questi giorni, E che nel dibattito fra l’Italia l’unione, e gli altri paesi, continua a imperare il criterio bislacco dei due pesi e delle due misure.

di Luca Telese, editorialista

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