Le sanzioni Ue e lo stop ai paracadute della Bce Ecco i rischi per l’Italia se la manovra non cambia

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Le sanzioni Ue e lo stop ai paracadute della Bce Ecco i rischi per l’Italia se la manovra non cambia

La prima tappa, nel caso l’Italia resti ferma nell’intenzione di non modificare i saldi, sarà un nuovo rapporto sull’evoluzione del debito ex articolo 126/3 dei Trattati. Su quella base la Commissione, che si riunisce il 3 e 4 dicembre, potrà raccomandare al Consiglio di aprire una nuova procedura per disavanzo eccessivo come quella da cui siamo usciti nel 2013.

Già a dicembre, o più probabilmente a febbraio, l’organo legislativo dell’Unione sarà il via libera alla procedura. A quel punto partirà il balletto delle “raccomandazioni” seguite, se il Paese continua a non far nulla per ridurre il disavanzo, dalla richiesta di versare in un deposito infruttifero presso l’Unione una cifra pari allo 0,2% del pil, circa 3,6 miliardi. A questa ammenda può essere aggiunta una componente variabile fino a un tetto complessivo dello 0,5% del pil, vale a dire 9 miliardi.

Il docente: “Il Paese potrebbe perdere la rete di sicurezza sui mercati” – Poi ci sono le conseguenze indirette che si farebbero sentire attraverso il canale del rifinanziamento del debitopubblico sul mercato.

Per comprare titoli di Stato di un Paese sotto procedura di infrazione gli investitori chiedono ovviamente rendimenti più alti. E nel caso la situazione sui mercati precipitasse, la procedura di infrazione ci precluderebbe l’accesso all’ultima rete di sicurezza disponibile nell’Eurozona. “Perderemmo l’accesso a ogni rete di sicurezza perché non potremmo chiedere l’attivazione dei meccanismi di sostegno del Fondo salva Stati“, spiega il professor Altomonte, docente di Economia dell’integrazione europea all’Università Bocconi.

“Compreso il piano Omt“, quello – annunciato da Mario Draghi nel 2012 e mai utilizzato – che prevede acquisti illimitati di titoli da parte della Bce per aiutare Stati in grave e conclamata difficoltà di finanziamento. Non solo: se nel frattempo tutte e quattro le maggiori agenzie di rating (S&P, Moody’s, Fitch e Dbrs) tagliassero il merito di credito dell’Italia sotto il livello investment grade, l’Eurotower non potrebbe l’anno prossimo continuare ad acquistare i nostri Bot e Btp reinvestendo i proventi dei titoli che vanno a scadenza. Uno scenario “che ci spinge un po’ di più verso il rischio di instabilità finanziaria”.

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