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Japan Airlines 123: Il più grande Incidente aereo per numero di vittime che sia mai avvenuto

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Japan Airlines 123 : Il più grave incidente aereo per numero di vittime che sia mai avvenuto nella storia dell’aviazione. Mai un aereo con così tanti passeggeri aveva avuto una sorte simile.

In tutta la storia dell’aviazione civile ci sono stati migliaia di incidenti aerei, alcuni gravi ed alcuni meno gravi. Alcuni che sono finiti in tragedia ed altri che sono stati salvati per miracolo.

Quello che vi racconterò in questo video però è l’incidente in assoluto più grave mai avvenuto nella storia, che abbia coinvolto un solo aeromobile. Solo il disastro di Tenerife ha provocato più vittime, ma ricordiamo che in quell’episodio erano coinvolti due aerei … In questo invece ne è bastato solo uno per quasi eguagliare quella tragedia .

Siamo in Giappone. E’ il 12 agosto 1985. All’aeroporto internazionale di Tokyo 509 passeggeri e 15 membri dell’equipaggio si stanno imbarcando su un grosso Boeing 747 diretto ad Osaka. Questo aereo aveva 25 mila ore di volo alle spalle: in quel periodo infatti questa tratta veniva percorsa tre volte al giorno. Quella giornata del 12 agosto però i voli, diversamente dalle altre volte, erano pieni. Molti giapponesi infatti stavano tornando a casa in occasione della festività dell’Obon, un’importante tradizione giapponese nella quale le persone tornano nei propri luoghi di origine.

Japan Airlines 123

Erano da poco passate le 18: l’aereo si stava preparando ad effettuare il quinto volo di sei quotidiani previsti, tra l’altro, con dodici minuti di ritardo. Tutto sembrava a posto come al solito. Peccato che appena 12 minuti dopo il decollo la paratia posteriore del velivolo si squarciò improvvisamente, causando una rapidissima decompressione della cabina, il distacco di uno stabilizzatore verticale ed il danneggiamento irreversibile dell’impianto idraulico. La rapida decompressione esplosiva portò anche al crollo del soffitto di un bagno, che era presente vicino alla coda del mezzo.

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Come da prassi le hostess iniziarono ad assistere e ad aiutare i passeggeri ad indossare le maschere di emergenza per l’ossigeno. Come detto prima, il danno si era esteso anche nell’impianto idraulico, perciò controllare l’aereo era diventato pressoché impossibile. Questo portò infatti il velivolo a bruschi cambiamenti di quota. L’unico modo per cercare di controllarlo, anche se pur di poco, era quello di variare di continuo la propulsione dei due motori e attivare i flap sulle ali. Successivamente i piloti cercarono di fare una virata verso il mare per provare in qualche modo a ritornare indietro ed effettuare un atterraggio estremo di emergenza. Il carrello infatti era già stato attivato preventivamente. Neanche il tempo di completare la manovra che l’aereo di nuovo perse di quota … questa volta però con un angolo di inclinazione maggiore, quasi in picchiata … ma non verso l’oceano … verso le montagne!

Difficile da capire cosa sia successo nel dettaglio e quali siano stati gli ultimi tentativi dei piloti. Fatto sta che in men che non si dica un’ala colpì violentemente una parete rocciosa, distruggendola. Senza un’ala capite anche voi che ormai il disastro era imminente. Pochi istanti dopo infatti un altro violento impatto contro la montagna fece capovolgere l’intero aereo, che a sua volta si schiantò definitivamente contro il monte Takamagahara. In un solo attimo 520 persone persero la vita … Può sembrare davvero incredibile, ma miracolosamente quattro persone delle 524 presenti sopravvissero a tutto questo. Una di loro era una hostess.

E’ arrivato il momento però di scoprire le cause. Sette anni prima, esattamente nel 1978, durante un atterraggio ad Osaka, il velivolo si era imbattuto in un “Tail Strike”, un termine aeronautico che indica un incidente a carico della parte posteriore dell’aereo, che si scontra contro la pista in fase di atterraggio. Le riparazioni erano stati affidate ai tecnici dalla Japan Airlines. Il problema però è che alcune operazioni vennero eseguite in modo grossolano: per esempio, la sostituzione delle piastre della paratia aveva notevolmente ridotto la sua resistenza finale, che serviva a garantire la pressurizzazione in tutta la cabina dell’aereo e ad evitare appunto esplosioni. Sebbene questa riparazione sia resistita per sette lunghi anni senza causare problemi, saltuariamente però in alcuni voli gli assistenti di volo continuavano a segnalare alcuni fischi che provenivano dalla fusoliera. Nonostante ciò i tecnici della Japan Airlines non presero mai seriamente il problema, e così è successo il disastro.

fonti  The Snoopers – Canale YouTube

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