Il PD ricatta il M5S: o salviamo i Benetton o cade il governo.

Il PD ricatta il M5S

Il Governo torna nell’occhio del ciclone dopo le dichiarazioni fatte da Zingaretti

Un post condiviso da Barbara Lezzi sulla propria pagina Facebook , mette a fuco la situazione reale che si prospetta poco serena. Il tema scottante sono I Benetton, si, quelli di Autostrada,di cui Zingaretti ha messo un vincolo. Bisogna salvarli a tutti i costi, mettendo in ballo la stabilità di un Governo già fragile e nato non di certo con rose e fiori.

C’è un veleno che serpeggia tra l’ipocrisia, neanche tanto nascosta, nelle richieste di tregua, responsabilità e stabilità. C’è una tragica distanza dagli obiettivi più alti da perseguire in questo momento e che, anzi, usa le innumerevoli difficoltà del Paese per spegnere le sacrosante prese di posizione maturate a causa di fatti luttuosi.

L’invito di Zingaretti, seguito dalle sue stesse provocazioni, alla responsabilità e all’abbandono di sterili polemiche si deve legare alla contestuale minaccia di stanchezza da parte del PD. È un sottile ricatto al M5S più che un invito. Significa che la questione Atlantia deve essere risolta a favore dei Benetton altrimenti salta il governo.

Occuparsi del Paese, Zingaretti, non significa aver cura dei Benetton. Lavorare per il Paese significa occuparsi degli investimenti, degli artigiani, commercianti, partite Iva, piccole imprese, professionisti, impiegati e operai. Significa fare in modo che i soldi non vadano ai soliti noti o a chi ha provocato disastri con danni irreparabili.

Invece, non una parola sui 43 morti nelle veline inviate ai giornali. Non una parola sugli utili miliardari che si sono spartiti i Benetton mentre lasciavano strade e ponti a deteriorarsi sino a diventare portatori di morte.

Stanno usando la difficile situazione dei cittadini italiani per proseguire a farsi i fatti loro. Ma il M5S deve farsi guidare dalla giustizia che aspettano i parenti delle vittime del Ponte Morandi e insieme a loro tutti gli italiani che chiedono solo equità di trattamento. Non è troppo è solo giusto.

Se il M5S si lascerà convincere che è una questione di responsabilità la tutela dei Benetton anziché del bene pubblico, dimostrerebbe una sconcertante debolezza.
Non si deve avere paura di chiedere giustizia. Si deve, piuttosto, temere un ritorno di tutte quelle incrostazioni che hanno reso il nostro Paese estremamente fragile come la pandemia ha dimostrato.

Nei momenti più difficili, nei momenti in cui ci sono molti soldi da spendere si hanno due strade da scegliere: la prima va verso un radicale cambiamento a favore del benessere di tutti e la seconda consolida e rafforza le intollerabili disuguaglianze e le opportunità solo per pochi. Peraltro, sempre gli stessi.

Il M5S sa da che parte deve stare. Sta a noi, è responsabilità del M5S dare la giusta direzione.

Servono parole chiare, determinate e decise come queste.

Alessandro Di Battista:

“Le minacce di Atlantia contro Buffagni sono inquietanti, siamo tutti solidali con lui. Questo è il modus operandi dei soliti padroni che si sentono potenti non in virtù delle loro qualità etiche e industriali, ma solo per via del sistema di potere che sono riusciti a costruire attraverso il finanziamento di partiti politici e l’acquisto di spazi pubblicitari sui giornali. L’unico modo per farli smettere di fare i prepotenti é revocare la concessione.
Il Movimento sia ancor di più dalla parte delle Pmi e sia sempre più intransigente nei confronti dei potentati internazionali come Atlantia. Il dramma del Covid, ha dimostrato l’importanza dello Stato ed uno dei modi per rafforzare lo Stato italiano è tornare alla gestione pubblica di asset strategici come le autostrade.”

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