Home politica Il M5S chiude la Porta a Renzi. La Lega pagherà la pugnalata alle spalle del Paese»

Il M5S chiude la Porta a Renzi. La Lega pagherà la pugnalata alle spalle del Paese»

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No secco del M5S ad una alleanza con il PD di Renzi

Le voci degli ultimi giorni dopo la Crisi di Governo avevano aperto una nuova porta verso una alleanza tra il Movimento 5 stelle e il PD. Il movimento 5 stelle dice no ad una alleanza con il PD, quindi , non sono disposti a sedersi al tavolo con Renzi. Non possiamo fidarci di lui, non possiamo sederci al tavolo con Renzi”, dice il capo politico Luigi di Maio.

«Siamo sempre stati leali, la Lega invece ha scelta di diventare sleale nei confronti del contratto di governo e anche degli italiani». Nel giorno in cui potrebbe cominciare il redde rationem della crisi di governoLuigi Di Maio lancia attacchi a tutto campo all’ormai ex alleato di governo, la Lega di Matteo Salvini.

«Siamo al paradosso che la Lega presenta una sfiducia a un governo che contiene ministri della Lega, voteranno contro loro stessi: per questo credo sia giusto che la Lega faccia dimettere i propri ministri», dice il leader dei 5 Stelle. Dimissioni dei ministri leghisti. Incluso quindi lo stesso Salvini, ministro dell’Interno.

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«Nessuno vuole sedersi al tavolo con Renzi»

«Con questa crisi si rischia di far aumentare le tasse», assicura Di Maio. Che scarica l’altro Matteo. «Nessuno vuole sedersi al tavolo con Renzi. Il M5S vuole solo che si apra al taglio dei 345 parlamentari. Inoltreremo la richiesta alla presidenza della Camera», dice il grillino su Facebook.

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«Non è solo un gioco legato al consenso», assicura Di Maio. «Stavamo arrivando alla riforma della prescrizione, alla riforma della giustizia e al taglio di 345 parlamentari. Servirebbero solo 2 ore di lavoro», assicura il vicepremier. «Ma siccome stavamo arrivando a questo, la Lega ha deciso di staccare la spina. Se tutto va bene, il nuovo governo ci sarà all’inizio di dicembre e non avrà il tempo di fare una manovra per confermare quota 100 e il reddito di cittadinanza. Andremo nel cosiddetto esercizio provvisorio: un rischio assurdo. Hanno fatto cadere un governo che aveva più del 50 del gradimento del paese».

«Bisogna andare al voto, ma è il presidente della Repubblica che decide quando e come», assicura Di Maio. «La pugnalata alle spalle che è stata data dalla Lega verrà fatta pagare dagli italiani. Era dal 19 che non si andava a votare in autunno. Queste cose si pagano», insiste.

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