Il coronavirus ha già raggiunto Thailandia, Giappone, Corea del Sud. sei morti e oltre 300 casi

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Sei morti e oltre 300 casi di coronavirus

Il virus ha già raggiunto Thailandia, Giappone, Corea del Sud e Taiwan. Ci sono casi sospetti nelle Filippine e in Australia

Esistono già sei decessi causati dal coronovirus e il numero in infetti continua a crescere ogni ora del giorno: gli ultimi dati parlano di 308 pazienti, 51 dei quali in gravi condizioni. In prospettiva: venerdì erano solo 41 e la Commissione Sanitaria Municipale ha dichiarato che i test medici non hanno mostrato risultati positivi dallo scorso 3 gennaio. L’escalation di questo nuovo coronavirus, scoperto due settimane fa, ricorda quello della SARS , con cui ha somiglianze genetiche. L’epidemia del 2002, anch’essa originaria della Cina, ha ucciso 700 persone in tutto il mondo .

La maggior parte delle infezioni (270) sono concentrate a Wuhan, l’ epicentro dell’epidemia di dicembre . Da questa città, situata nel centro del territorio cinese e sede di 11 milioni di persone – più di Londra o New York -, l’agente patogeno ha iniziato a diffondersi nelle province vicine. Se venerdì scorso non ci sono stati risultati positivi, oggi ci sono 38 casi sparsi in altre 15 città importanti.

Il coronavirus ha già raggiunto Thailandia, Giappone, Corea del Sud. sei morti e oltre 300 casi
Il coronavirus ha già raggiunto Thailandia, Giappone, Corea del Sud. sei morti e oltre 300 casi

QUALI PRECAUZIONI SI POSSONO ADOTTARE PER RIDURRE I RISCHI DEL CORONAVIRUS?


Se l’epidemia dovesse estendersi, le raccomandazioni sono di lavare spesso le mani (con sapone o soluzioni contenenti alcol), evitare i contatti con persone che manifestano i sintomi, non consumare  carne poco cotta e bevande sfuse e lavare con molta cura frutta e verdura. Queste raccomandazioni, unitamente al consiglio di non frequentare mercati con prodotti alimentari freschi, valgono attualmente per tutti coloro che si trovano nelle aree colpite. 

QUALI SINTOMI PROVOCA LA MALATTIA?


I sintomi iniziali sono febbre, tosse e difficoltà respiratorie. Chi è stato in Cina e nelle due settimane successive al rientro manifesta questi disturbi deve tempestivamente avvisare il proprio medico e informarlo del viaggio. Per ridurre il rischio di contagiare altri, le autorità suggeriscono di starnutire proteggendosi la bocca e il naso con il gomito, usare le mascherine e gettare via i fazzoletti subito dopo l’utilizzo. 

QUALI TERAPIE SONO DISPONIBILI?


Non esistono terapie specifiche contro il coronavirus, ma solo cure di supporto, per alleviare sintomi. Trattandosi di un virus, gli antibiotici non hanno nessun effetto. Gli Istituti nazionali di sanità americani (NIH) hanno già annunciato l’intenzione di avviare l’iter per mettere a punto un vaccino, ma questo non sarà disponibile prima di qualche mese. 

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