Green Pass, La spagna dice no e rimane un paese libero

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La Spagna Dice No al green Pass

La Corte Superiore di Giustizia della Galizia (TSXG) ha decretato che l’obbligo di presentare un certificato covid-19 conosciuto con il nome di Green Pass per accedere all’interno degli stabilimenti alberghieri e dei locali notturni della Galizia è privo di validità in quanto non autorizzato giudizialmente.

I magistrati spiegano in due auto comunicate questo giovedì che la Xunta non ha inviato all’alta corte l’ordinanza del 22 luglio che conteneva l’obbligo di presentare il certificato covid-19 negli esercizi alberghieri e di ristorazione.

Nelle motivazioni della bocciatura il tribunale regionale galiziano ha spiegato che il governo della Regione non avrebbe sottoposto alla corretta valutazione dell’autorità giudiziaria l’ordinanza del 22 luglio scorso con la quale introduceva il  Green Pass obbligatorio in zone ad alto rischio di contagio. Un requisito, la valutazione corretta, indispensabile in quanto si tratta di una misura limitativa di diritti individuali.

Un certificato che, d’altra parte, è già presente in altri paesi europei dove è in vigore anche se dopo una forte manifestazione e risposta sociale contro il Green Pass. In questi casi, il certificato covid è obbligatorio per accedere a bar e ristoranti, così come ai trasporti di lunga durata o agli edifici pubblici come i musei.

Anche altri paesi come Svizzera, Paesi Bassi, Austria o Grecia richiedono, in misura maggiore o minore, un certificato covid per accedere a diversi spazi come palestre, cinema, teatri, bar, ristoranti e, soprattutto, locali notturni.

D’altronde, al di là di Spagna, Germania o Belgio – sebbene questo venerdì si apra per eventi con più di 1.500 persone – hanno eliminato l’uso del certificato covid come documento di viaggio.

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