Fondi per i bambini africani finiti in conti personali: indagato il cognato di Renzi

Fondi per i bambini africani finiti in conti personali: indagato il cognato di Renzi

Secondo la Procura di Firenze, 6,6 milioni di euro destinati all’Africa sarebbero finiti nelle tasche dei fratelli Conticini, uno cognato di Renzi.

La nuova inchiesta della Procura di Firenze non tocca direttamente la famiglia di Matteo Renzi, ma ci va molto vicina. Secondo quanto riportato dal quotidiano Repubblica, infatti, i pm fiorentini Luca Turco e Giuseppina Mione avrebbero iscritto nel registro degli indagati a vario titolo i tre fratelli Conticini (Alessandro, Luca e Andrea). L’ultimo di questi, Andrea, è il marito di Matilde Renzi, sorella di Matteo e, per questo, divenuto suo cognato. Il più grande dei fratelli Conticini, Alessandro, è indagato insieme a Luca per appropriazione indebita aggravata e autoriciclaggio. Avrebbero infatti distratto un’ingente somma, più di 6 milioni di euro, destinata alla organizzazione no profit ‘Play Therapy Africa’ che opera, appunto, a sostegno dei bambini africani poveri.

Soldi che sarebbero finiti direttamente nei conti correnti dei Conticini per poi essere reinvestiti. In questo quadro Andrea, cognato di Matteo Renzi [VIDEO], è indagato per riciclaggio, in quanto avrebbe investito una parte del ‘tesoretto’, accumulato dai fratelli in alcune società gravitanti intorno alla famiglia dell’ex premier.

I particolari dell’inchiesta sui fratelli Conticini

L’accusa mossa dai pm di Firenze ai tre fratelli Conticini è gravissima, oltre che moralmente biasimevole: essersi intascati più di 6 milioni di euro destinati ad aiutare i bambini poveri dell’Africa. Il meccanismo truffaldino sarebbe gravitato intorno alla organizzazione senza scopo di lucro ‘Play Therapy Africa’ di cui Alessandro, il maggiore dei tre fratelli Conticini, era direttore e socio.

Alessandro, che in passato aveva ricoperto anche il ruolo di rappresentante Unicef nella capitale etiope Addis Abeba, risulta ora indagato per appropriazione indebita aggravata e autoriciclaggio. Accusato degli stessi reati anche il fratello minore Luca, il quale aveva la possibilità di operare liberamente sui conti dell’associazione umanitaria, ma anche su quelli personali di Alessandro presso laCassa di Risparmio di Rimini a Castenaso (BO), paese natale dei Conticini. Il cognato di Renzi, Andrea, fratello gemello di Luca, è invece sotto inchiesta ‘solo’ per riciclaggio, in quanto si sarebbe occupato di investire parte dei proventi illeciti in società partecipate dalla famiglia Renzi.

Le donazioni finite sui conti personali di Alessandro Conticini

Da quanto emerso finora, risulta che la ‘Play Therapy Africa’ abbia ricevuto circa 5,5 milioni di dollari dalla Fondazione americana Pulitzer tra il 2009 e il 2016; 3,9 milioni dall’Unicef tra il 2008 e il 2013; circa 900 mila dollari da altre organizzazioni umanitarie.

Un totale di 10,3 milioni di dollari, dei quali 6,6 milioni ‘scivolati’ senza una ragione convincente nei conti correnti personali di Alessandro Conticini. Dalle indagini svolte, risulta al momento che parte di quei denari sporchi, circa 2 milioni di euro, sarebbe finita in investimenti immobiliari in Portogallo. Altri 800 mila nell’acquisto di quote della società ‘Red Friar Private Equity Limited’, con sede nel paradiso fiscale dell’isola di Guernsey. Altre centinaia di migliaia di euro, poi, sarebbero state utilizzate per il rastrellamento di quote delle società Eventi 6, Quality Press Italia e Dot Media, tutte riconducibili alla famiglia di Matteo Renzi [VIDEO] e di cui sono soci anche i fratelli Conticini. Accuse gravissime che, però, come puntualizza l’avvocato delle famiglie Renzi e Conticini, Federico Bagattini, possono essere portate avanti solo dopo la denuncia dei donatori truffati, visto che il reato di appropriazione indebita aggravata è perseguibile solo su querela di parte.

di Domenico Camodeca

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