coronavirus

Lo studio prevede una Seconda ondata a causa del coronavirus in 10 Paesi.

Secondo uno studio Ci sarà del Guardian e dell”Università di Oxford la seconda ondata di coronavirus in 10 Paesi sarà quasi certa.

Questi dieci pesi stanno registrando un nuovo aumento dei casi (rispetto alla settimana scorsa) e rischiano una seconda ondata di epidemia. Fra questi Paesi, ci sono gli Stati Uniti, l’Iran, Arabia Saudita, la Germania e la Svizzera, ma non l’Italia.

Per i tedeschi lo spettro del Nordreno-Vestfalia


Anche la Germania vive con tensione questa fase dopo che martedì ha dovuto ripristinare le restrizioni per oltre 600mila persone in due distretti nella parte occidentale del Paese a causa di un focolaio scoperto in un mattatoio nel Nordreno-Vestfalia (infettati oltre mille e cinquecento lavoratori).

Altri casi sono scoppiati a Gottinga, Berlino – dove un intero isolato è finito in quarantena, nel quartiere di Neukoelln – e Kassel, in Assia. E anche se la Germania resta uno dei Paesi che ha fronteggiato meglio la pandemia finora, con 9mila decessi scarsi, nel Paese di Angela Merkel il dibattito è segnato dalla contrapposizione fra chi vuole accelerare il ritorno alla normalità – i ministri dell’Istruzione dei Laender hanno ad esempio deciso che dopo le ferie estive si tornerà a scuola a pieno ritmo e, dove possibile, senza distanziamento – e quanti invece frenano, temendo di scivolare di nuovo in piena crisi.

Un Paese viene considerato come “rilassato” se il suo indice di rigore sul distanziamento è sotto quota 70, su una scala di 100 messa a punto dai ricercatori della Blavatnik School of Government dell’Università di Oxford tenendo conto di diversi fattori. Il tasso di riproduzione dei contagi in Germania per esempio è arrivato nei giorni scorsi a 2,88 mentre l’indice di rigore scendeva da 73, dell’inizio di maggio, a 50.

Undici Paesi invece, fra cui Spagna e Italia, hanno rilassato le misure di distanziamento, il loro indice di rigore è inferiore a 70, ma continuano a registrare un calo dei casi. Non possono sentirsi al sicuro da una seconda ondata, ma la situazione è migliore. Dei paesi più colpiti dalla pandemia, sette sono ancora sono sotto lockdown, con indice di rigore compreso fra 70 e 80, e continuano a riportare un aumento dei casi. Fra questi vi sono il Brasile, dove malgrado la retorica negazionista del Presidente Bolsonaro i diversi stati mantengono attive le norme sull’isolamento, e l’India. Ma la situazione più grave è quella dei nove paesi che si trovano ancora nella prima fase dell’epidemia, con misure stringenti e casi in drastico aumento, fra cui Bolivia, Argentina e Colombia.

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