Conte: “Dal Mes l’Italia non ha nulla da temere. Di Maio: “Non si firma senza un quadro chiaro”

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Conte: “Dal Mes l’Italia non ha nulla da temere. Di Maio: “Non si firma senza un quadro chiaro”

Sul Mes l’Italia non ha nulla da temere Parlando del Meccanismo di stabilità europea, Conte ribadisce  che “la coerenza e la trasparenza informativa hanno caratterizzato sempre l’interlocuzione tra governo e Parlamento su un tema così complesso e sensibile. Inoltre, il ministro Gualtieri e io personalmente abbiamo spiegato e dimostrato che la revisione del trattato sul meccanismo europeo di stabilità non apporta modifiche sostanziali al trattato già esistente e – in particolare – non introduce, ed è nostra ferma intenzione che questo non accada, alcun automatismo nella ristrutturazione del debito di uno Stato, ma lascia alla Commissione europea il fondamentale ruolo di valutarne la sostenibilità e di assicurare la coerenza complessiva delle analisi macroeconomiche effettuate sui Paesi membri”. 

“Come ho sottolineato nella mia informativa del 2 dicembre, ‘il Mes non è indirizzato contro un particolare Paese o costruito a vantaggio di alcuni Paesi e a scapito di altri… ma è una assicurazione contro il pericolo di contagio e panico finanziario a vantaggio di tutti’. In particolare l’Italia non ha nulla da temere anche perché il suo debito è pienamente sostenibile, come dimostrano le valutazioni delle principali istituzioni internazionali, inclusa la Commissione, e come confermano i mercati”. 

Conte: "Dal Mes l'Italia non ha nulla da temere. Di Maio: "Non si firma senza un quadro chiaro"
Conte: “Dal Mes l’Italia non ha nulla da temere. Di Maio: “Non si firma senza un quadro chiaro”

Riteniamo negative le restrizioni sui titoli sovrani detenuti dalle banche 

Un punto che deve essere revisionato saranno sicuramente gli interventi di carattere restrittivo sulla detenzione di titoli sovrani da parte di banche e istituti finanziari e, comunque, la ponderazione dei rischi dei titoli di Stato attraverso la revisione del loro trattamento prudenziale”. Sull’Unione bancaria, invece, “nei prossimi passaggi del negoziato ci faremo promotori dell’introduzione dello schema di assicurazione comune dei depositi (Edis), di un titolo obbligazionario europeo sicuro” e “ci impegneremo per una maggiore ponderazione di rischio delle attività di livello 2 e livello 3”.

Serve un’azione più concreta per modernizzare il modo in cui l’Ue finanzia il proprio bilancio

Sul bilancio comune europeo, afferma Conte, “l’Italia ha costantemente sostenuto l’esigenza di modernizzare anche il modo in cui l’Unione europea finanzia il proprio bilancio” ma critica come “limitato e minimalista” l’approccio che si limita alla sola introduzione della “risorsa plastica” (la risorsa derivante dalla quantità di rifiuti di imballaggio in plastica non riciclati in ciascuno Stato membro, con 0,80 centesimi di euro per chilogrammo)”. Il premier invece propone il “sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (Emissions Trading System), o la definizione della Common Consolidated Corporate Tax Base (Ccctb), chiave per future nuove risorse proprie e per l’armonizzazione dei sistemi di tassazione delle multinazionali tra i vari Stati dell’Ue”.

Deputati della Lega in coro al Pd: “Venduti” 

Caos alla Camera al termine delle comunicazioni di Giuseppe Conte . I deputati della Lega, dopo l’intervento della parlamentare Pd Lia Quartapelle, hanno urlato in coro: “Venduti, venduti”. Dal centrosinistra sono arrivate proteste e c’è stata una reprimenda del presidente Roberto Fico, attaccato a sua volta da Fratelli d’Italia.

Mes, fonti M5s: “Accordo chiuso, accolte le nostre modifiche”

Ma il movimento avverte: “Non firmeremo nulla al buio, nuovo round in Parlamento a gennaio”. Soddisfatto Di Maio che però avverte: “Finché non avremo un quadro chiaro della situazione, non si firma e non si approva niente”

Il Movimento 5 Stelle si dice “soddisfatto” per la risoluzione di maggioranza che “prevede le nostre modifiche al Meccanismo europeo di stabilità“. Lo si apprende da fonti M5s, le quali precisano inoltre che “la logica di pacchetto è stata confermata, ci sarà un nuovo round in Parlamento a gennaio, prima del prossimo Eurogruppo”. Le stesse fonti garantiscono che “ci sarà il pieno coinvolgimento del Parlamento prima dei prossimi passi sul Mes”.

Luigi Di Maio si dice soddisfatto dell’accordo di maggioranza sul Mes secondo “una logica di pacchetto”, ma ribadisce che, per quanto riguarda l’approvazione della riforma, “finché non avremo un quadro chiaro della situazione, non si firma e non si approva niente”. E aggiunge: “L’Italia deve essere sicura al 200% e come ministro degli Esteri mi accerterò di questo prima di qualsiasi firma”.

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