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Berlusconi agli azzurri: “Tenete duro, manca poco e torneremo al governo”

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Berlusconi agli azzurri: “Tenete duro, manca poco e torneremo al governo”

Dobbiamo raccontare ai cittadini che cosa è successo, perché con questa manovra sono stati sprecati 300 miliardi per arrivare al punto dove si era partiti».

Antonio Tajani è di nuovo in campo per una nuova tappa del suo tour per l’Italia. In Umbria per il concerto di Natale di Assisi e un incontro con la giunta comunale di Perugia – nel pomeriggio partecipa a un’iniziativa, sempre a Perugia, sul «Buon governo degli enti locali a guida Forza Italia», col sindaco Andrea Romizi, la coordinatrice regionale del partito Catia Polidori, la capogruppo Anna Maria Bernini e Fiammetta Modena e alcuni amministratori del centrodestra come Nicola Alemanno e Antonino Ruggiano. Il vicepresidente di Forza Italia promuove anche un’altra iniziativa dedicata all’Umbria, «Cambiare per ripartire», con la capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini, e i coordinatori provinciali Laura Buco e Sergio Bruschini.

«Tenete duro che presto torneremo a governare» è il messaggio che Silvio Berlusconi – che si è recato in giornata in Sardegna – invia ai suoi dirigenti schierati sul territorio. Tajani, invece, incontrando Romizi lo definisce come «il modello da seguire. «Un sindaco giovane, onesto e perbene che ha lavorato in maniera straordinariamente positiva a dimostrazione che si può dare spazio alle nuove generazioni, anche per avere una visione elastica legata al futuro e ai cambiamenti del digitale».

Se il partito è concentrato sul territorio, sotto traccia si continua a discutere della possibile evoluzione del quadro politico. Le voci sulla tenuta del gruppo Cinquestelle si infittiscono. «È cambiata molto la configurazione dei parlamentari del M5s. Ci sono molti professionisti, persone serie che si sentono, forse, un po’ in difficoltà su alcune scelte del governo attuale» racconta l’azzurra Jole Santelli. «Le interlocuzioni in Parlamento sono normali, più si va avanti, più ci si conosce» racconta all’agenzia Dire. «Con alcuni Cinquestelle ci sono idee. Una volta in Parlamento guardano Forza Italia e si accorgono che il diavolo da vicino ha un aspetto diverso. Al momento vivono una grossa crisi, vedremo come si evolverà».

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Giorgia Meloni, dal suo punto di vista, liquida così la questione. «Non mi appassiona il tema di quando finisce o no, il governo cadrà quando ci sarà un’alternativa valida con la costruzione di un grande partito che, alleato alla Lega, possa riportare il centrodestra a percentuali necessarie per un governo che nasca dalle urne e non da un contratto». Resta poi da sciogliere il dilemma suppletive in Sardegna. Il seggio spetterebbe a Forza Italia, ma è chiaro che la Lega dovrebbe appoggiare un candidato che, se eletto, andrebbe a fare opposizione al governo. Un bel paradosso figlio del cambio di alleanze post-elettorale.

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