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Attacco USA all’Iran: il drone proveniva dalla Sicilia. L’italia in forte rischio?

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Attacco USA all’Iran: il drone proveniva dalla base di Sigonella, Sicilia

Il drone che ha ucciso Il generale iraniano Soleimani secondo le informazioni raccolte, proveniva dalla base di Sigonella, in Sicilia,base strategica e gemellata con quella di Ramstein usata negli ultimi anni per gli attacchi in iraq

Dopo l’attacco americano rivendicato da Trump, anche l’Italia senza mi e senza ma(in quanto paese alleato) trema, proprio per il ruolo centrale di Sigonella. “L’Italia – dice il parlamentare del M5S Paolo Ficara – stia lontana dall’aggressione e dalle mire espansionistiche mostrate dagli Usa e anzi invito il premier Conte e il ministro Di Maio a intervenire per far sentire la voce dell’Italia”.

Può l’Italia consentire che il suo territorio venga coinvolto in un omicidio extragiudiziale e in azioni di guerra senza che le sue istituzioni vengano consultate e probabilmente neanche informate? – aggiunge Cangemi – Di fronte ad una crisi internazionale straordinariamente pericolosa non sarebbe necessario bloccare le attività dei droni che rappresentano tra l’altro un pericolo quotidiano per il traffico civile dell’aeroporto di Catania, pericolo che in questi giorni sarà moltiplicato da attività militari intensissime?

Attacco USA all’Iran: il drone proveniva dalla Sicilia. L’italia in forte rischio?

Non è il caso di aprire una riflessione sul ruolo della base di Sigonella (tra Lentini e Catania, ndr) – continuamente rafforzata (insieme alla proiezione rappresentata dal Muos di Niscemi) – e sulla sua compatibilità con la Costituzione Italiana e con gli stessi interessi nazionali dell’Italia?”, chiede Cangemi.

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“Il ricercatore Antonio Mazzeo, che da anni ci informa sul gravissimo sviluppo in dotazione e ruolo della base di Sigonella, ci ha illustrato il forte dibattito che è aperto da anni nel Parlamento tedesco sulla stazione gemella di Ramstein – conclude -. In Italia invece l’afasia assoluta di rappresentati istituzionali subalterni e spesso, ignoranti. Uomini di governo e di stato che di fronte ad un gesto criminale ed irresponsabile, come quello compiuto dagli Stati Uniti a Baghdad, balbettano e annaspano”.

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