Migranti, Germania e Austria dicono no a L'Italia riforma Dublino, parleremo con Salvini

Migranti, Germania e Austria dicono no a L'Italia riforma Dublino, parleremo con Salvini


Come riporta ilfattoquotidiano.it Il consiglio Affari interni in programma a Lussemburgo discute la riforma del sistema di asilo europeo. Il ministro Mayer: "Com'è attualmente non la accettiamo ma siamo aperti a discussione costruttiva". Berlino preme per una soluzione prima dell'inizio della presidenza austriaca. Ma da Vienna dicono: "Annunceremo rivoluzione copernicana"

Anche alla Germania la proposta della presidenza bulgara per la riforma del regolamento di Dublino non piace. “Com’è attualmente non la accettiamo”, ha detto il segretario di stato tedesco Stephan Mayer al suo ingresso al consiglio Affari interni, in programma oggi a Lussemburgo, dove il primo punto della discussione è dedicato proprio alla riforma del sistema di asilo europeo. Berlino quindi condivide la posizione italiana che voterà contro la bozza di riforma del regolamento di Dublino presentata da Sofia. “Non c’è solo l’Italia ad opporsi, anche i Paesi Visegrad sono contrari, e il governo tedesco critica punti precisi”, ha detto Mayer, specificando però che la Germania “è aperta ad una discussione costruttiva“.

L’intenzione dei tedeschi infatti è chiudere la partita sui migranti entro fine giugno, quando scadrà il mandato della presidenza bulgara, e subentrerà quella austriaca, molto più intransigente sulla questione. Anche se proprio il ministro dell’Interno di Vienna, Herbert Kickl, ha detto di considerare  l’Italia “un alleato forte” e promesso che alla prossima riunione a Innsbruck, prevista a settembre, “annuncerò qualcosa come un piccola rivoluzione copernicana” sulla politica di asilo. Kickl ha inoltre aggiunto che, sempre in giornata, sentirà al telefono Matteo Salvini.



Un’alleanza tra le destre europee che però hanno evidenziato posizioni finora distanti quando ciascuno deve difendere i propri interessi nazionali. “L’Europa ha bisogno di un’intesa sulla riforma di Dublino, ma con le elezioni delle destre in Europa c’è un problema per raggiungere un compromesso oggi. C’è un clima politico più duro“, ha analizzato il ministro alla migrazione svedese Helene Fritzon. “Non si tratta solo dell’Italia”, ha aggiunto. “Abbiamo ancora molte questioni aperte” e “ci sono molti Stati membri che hanno punti di cui vogliono discutere”, ha amesso anche il ministro alla Migrazione olandese Mark Harbers. “Ci sono cose che anch’io vorrei cambiare nel futuro. Con la discussione di oggi dobbiamo vedere se ci sono soluzioni che possiamo sostenere”, ha precisato Harbers al suo arrivo al consiglio Affari interni Ue.

Su posizioni contrarie infatti sono ancora i Paesi del sud (Italia, Malta, Grecia, Spagna, Cipro) e quelli dell’Est (Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia). Secondo fonti diplomatiche a Lussemburgo, saranno sono almeno una dozzina i Paesi pronti a chiudere la porta, per motivi diversi, alla proposta di riforma. Oltre ai due estremi opposti – il fronte Visegrad e quello mediterraneo guidato dall’Italia  – anche i tre Paesi Baltici si sono messi di traverso. Spingono sulla necessità di trovare una soluzione, oltre alla Commissione Ue, soprattutto Germania e Francia, ma il loro sostegno potrebbe non essere sufficiente, come ha evidenziato con una battuta il ministro degli Esteri del Lussemburgo, Jean Asselborn: “Per Pasqua avremo un compromesso, ma non so ancora in quale anno“, ha scherzato.

Anche alla Germania la proposta della presidenza bulgara per la riforma del regolamento di Dublino non piace. “Com’è attualmente non la accettiamo”, ha detto il segretario di stato tedesco Stephan Mayer al suo ingresso al consiglio Affari interni, in programma oggi a Lussemburgo, dove il primo punto della discussione è dedicato proprio alla riforma del sistema di asilo europeo. Berlino quindi condivide la posizione italiana che voterà contro la bozza di riforma del regolamento di Dublino presentata da Sofia. “Non c’è solo l’Italia ad opporsi, anche i Paesi Visegrad sono contrari, e il governo tedesco critica punti precisi”, ha detto Mayer, specificando però che la Germania “è aperta ad una discussione costruttiva“.

L’intenzione dei tedeschi infatti è chiudere la partita sui migranti entro fine giugno, quando scadrà il mandato della presidenza bulgara, e subentrerà quella austriaca, molto più intransigente sulla questione. Anche se proprio il ministro dell’Interno di Vienna, Herbert Kickl, ha detto di considerare  l’Italia “un alleato forte” e promesso che alla prossima riunione a Innsbruck, prevista a settembre, “annuncerò qualcosa come un piccola rivoluzione copernicana” sulla politica di asilo. Kickl ha inoltre aggiunto che, sempre in giornata, sentirà al telefono Matteo Salvini.



Un’alleanza tra le destre europee che però hanno evidenziato posizioni finora distanti quando ciascuno deve difendere i propri interessi nazionali. “L’Europa ha bisogno di un’intesa sulla riforma di Dublino, ma con le elezioni delle destre in Europa c’è un problema per raggiungere un compromesso oggi. C’è un clima politico più duro“, ha analizzato il ministro alla migrazione svedese Helene Fritzon. “Non si tratta solo dell’Italia”, ha aggiunto. “Abbiamo ancora molte questioni aperte” e “ci sono molti Stati membri che hanno punti di cui vogliono discutere”, ha amesso anche il ministro alla Migrazione olandese Mark Harbers. “Ci sono cose che anch’io vorrei cambiare nel futuro. Con la discussione di oggi dobbiamo vedere se ci sono soluzioni che possiamo sostenere”, ha precisato Harbers al suo arrivo al consiglio Affari interni Ue.

Su posizioni contrarie infatti sono ancora i Paesi del sud (Italia, Malta, Grecia, Spagna, Cipro) e quelli dell’Est (Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia). Secondo fonti diplomatiche a Lussemburgo, saranno sono almeno una dozzina i Paesi pronti a chiudere la porta, per motivi diversi, alla proposta di riforma. Oltre ai due estremi opposti – il fronte Visegrad e quello mediterraneo guidato dall’Italia  – anche i tre Paesi Baltici si sono messi di traverso. Spingono sulla necessità di trovare una soluzione, oltre alla Commissione Ue, soprattutto Germania e Francia, ma il loro sostegno potrebbe non essere sufficiente, come ha evidenziato con una battuta il ministro degli Esteri del Lussemburgo, Jean Asselborn: “Per Pasqua avremo un compromesso, ma non so ancora in quale anno“, ha scherzato.

 

FrancK

Ricercatore Scientifico e Laureato in scienze e astronomia

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