Morbillo: casi aumentati sei volte, l’allarme del Ministero

Morbillo: casi aumentati sei volte, l’allarme del Ministero

I casi di morbillo, nel 2017, sono stati ben 4.991, sei volte quelli registrati nel 2016. Sono numeri davvero impressionanti quelli pubblicati dal Sistema Sanitario Nazionale attraverso un bollettino pubblicato dal Ministero della Salute. Il numero di casi di morbillo, nel nostro paese, è secondo solo ai dati della Romania mentre le complicanze sono pari al 35,8% dei casi.

La percentuale di ricoveri dovuti al morbillo, invece, è del 44,8% mentre un altro 22% si è rivolto alle cure del Pronto Soccorso. I morti sono quattro, di cui tre bambini con un’età inferiore ai dieci anni ed un’altra persona di 41 anni, tutti privi di vaccinazione. In ogni caso il decesso è avvenuto in soggetti affetti da altre patologie, come l‘insufficienza respiratoria. Le complicanze del morbillo, nel 35,8% dei casi analizzati, sono state riscontrate in un range molto ampio di pazienti, con un’età media di 27 e compresa tra un giorno e 84 anni.

[caption id="attachment_1668" align="alignnone" width="699"] Morbillo: casi aumentati sei volte, l’allarme del Ministero[/caption]

Morbillo
Il morbillo è una malattia infettiva del sistema respiratorio, è causata da un virus ed è altamente contagiosa. Si trasmette per via aerea e chi la contrae diventa contagioso circa tre giorni prima dei sintomi e fino a una settimana dopo la comparsa delle pustole rosse su buona parte del corpo (esantema). La malattia, oltre allo sfogo cutaneo, causa tosse, raffreddore e febbre alta, che di solito raggiunge picchi intorno ai 40 °C. Il morbillo può essere la causa di molte complicazioni, dalla polmonite all’encefalite (una pericolosa infezione che interessa il cervello e il resto del sistema nervoso centrale contenuto nella scatola cranica) passando per otiti di media entità. Nel 2012 secondo l’OMS ci sono state 122mila morti riconducibili al morbillo, circa 330 morti ogni giorno. L’ultima epidemia in Italia, registrata nel 2002, ha causato la morte di sei persone e ha portato a 15 casi di encefalite.

Vaccinazione
Il vaccino trivalente MPR, gratuito e consigliato dai medici, consente di immunizzare i nuovi nati da tre malattie molto comuni nei primi anni di vita e che possono portare a complicazioni pericolose: parotite (gli “orecchioni”), rosolia e appunto il morbillo. Semplificando molto, la vaccinazione consiste nella somministrazione dei virus non vitali (quindi in forma ampiamente depotenziata) che causano le tre malattie, in modo da stimolare una risposta immunitaria da parte dell’organismo che impara a riconoscere i virus e a contrastarli tenendoli sotto controllo. Il sistema immunitario mantiene una memoria che gli potrà servire nel caso in cui entri a contatto con il virus vero e proprio.

Il vaccino MPR negli anni ha permesso di immunizzare centinaia di milioni di persone in tutto il mondo e di salvare la vita a molte di loro, ma è osteggiato dai movimenti contro i vaccini, nati soprattutto in seguito alla disinformazione e a un vecchio e fraudolento studio scientifico del 1998, da tempo smentito da tutte le più importanti organizzazioni sanitarie del mondo compresa l’OMS e ritirato dalla stessa rivista The Lancet, che lo aveva pubblicato alla fine degli anni Novanta. Il presunto rapporto tra vaccini e autismo non è mai stato dimostrato da nessuna ricerca scientifica, ma questo non ha impedito nei tempi recenti ad alcuni magistrati in Italia di emettere discutibili ordinanze e sentenze che hanno contribuito a fare aumentare le diffidenze da parte dei genitori che devono decidere se vaccinare o meno i loro figli.

Rifiuto dei vaccini
Nel comunicato del ministero della Salute si legge che l’aumento della circolazione del morbillo in Italia è dovuto in gran parte “al numero crescente di genitori che rifiutano la vaccinazione, nonostante le evidenze scientifiche consolidate e nonostante i provvedimenti di alcune regioni che tendono a migliorare le coperture interagendo con famiglie e genitori”. I dati confermano la crescente diffidenza verso uno strumento sanitario così importante: nel 2015 la copertura vaccinale contro il morbillo nei bambini fino a 24 mesi di età (la vaccinazione è consigliata entro i primi due anni di vita) è stata dell’85,3 per cento, il 10 per cento più bassa del 95 per cento indicato dagli esperti e dalle principali organizzazioni sanitarie internazionali come soglia minima per fermare la circolazione del morbillo nella popolazione.

Raccomandato, ma non obbligatorio
La somministrazione del vaccino MPR è fortemente consigliata dal ministero della Salute, ma non è obbligatoria, perché le attuali leggi non prevedono obblighi veri e propri. L’ultima parola sul vaccinare o meno i propri figli spetta ai genitori e non c’è possibilità di obbligarli in un senso o nell’altro. Pediatri, medici di famiglia e altri operatori sanitari devono comunque seguire le linee guida del ministero, informando i genitori sull’importanza della vaccinazione per tutelare la salute dei loro figli e quella dell’intera comunità.

Un aspetto che viene spesso sottovalutato è proprio legato alla necessità di dare protezione attraverso i vaccini anche a chi non si può vaccinare, non per scelta ma per particolari condizioni mediche (di solito gravi) che sconsigliano la vaccinazione. Se la maggior parte della popolazione è vaccinata, si riduce enormemente il rischio di contagio anche per chi non ha potuto ricevere il vaccino (o nei rari casi in cui non ha fatto completamente effetto), perché il virus circola tra meno persone e si riducono quindi le possibilità di entrarvi in contatto: è la cosiddetta “immunità di gregge”. Nel momento in cui la copertura vaccinale si riduce, i non vaccinati sono esposti a un rischio molto più alto, che nel caso del morbillo può complicare la guarigione o lasciare conseguenze a vita soprattutto in età matura. Questo spiega in parte il numero più alto del solito di contagi tra persone adulte, segnalato dal ministero.

Incentivi alla vaccinazione
Per contrastare la riduzione delle vaccinazioni, alcune regioni italiane hanno avviato progetti di vario tipo con l’obiettivo di fare aumentare la copertura. In Emilia-Romagna, per esempio, si è deciso di rendere obbligatorie alcune vaccinazioni per i bambini che frequentano l’asilo nido: in assenza della vaccinazione, non si può essere ammessi. Nel caso dell’Emilia-Romagna il morbillo non rientra ancora nelle vaccinazioni obbligatorie per entrare all’asilo, ma altre regioni stanno valutando di inserirlo nelle loro richieste.

A inizio anno, il ministero della Salute ha inoltre attivato un nuovo piano che ha reso gratuiti tutti i principali vaccini, superando le differenze che esistevano tra regione e regione dove in alcuni casi erano ancora a pagamento, tramite ticket. Come previsto da leggi e regolamenti, continuano a essere facoltativi, ma la possibilità di effettuarli senza spese e con minori limitazioni legate all’età dovrebbe consentire di aumentare le coperture.

FrancK

Ricercatore Scientifico e Laureato in scienze e astronomia

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