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Scienziati cercano volontari per fondare una città nello spazio

Degli scienziati stanno lavorando per formare un nuovo Paese nello spazio che sarà costituito esclusivamente da un satellite in orbita
Un progetto molto ambizioso che prevede la creazione della prima "nazione nello spazio" è stato presentato lo scorso mercoledì a Parigi. La nuova nazione, denominata Asgardia in onore della città dei cieli governata dal dio nordico Odino, lancerà il proprio satellite nel 2017 e si dedicherà ad aprire una via d'accesso verso lo spazio. L'obiettivo è quello di promuovere la pace nel mondo e proteggere la terra dagli asteroidi pericolosi e dai detriti spaziali.
stazioni spaziali orbitante File vettoriale
Non si tratta di una città in orbita o di una stazione spaziale, bensì di un esperimento scientifico, giuridico e tecnologico guidato dallo scienziato russo Igor Ashurbeyli, fondatore dell'Aerospace International Research Center e recentemente nominato presidente della commissione di Scienza dello Spazio dell'UNESCO. Durante la presentazione Ashurbeyli ha affermato: "Asgardia è unica anche dal punto di vista filosofico – a servizio dell'umanità e di tutti i suoi abitanti, a prescindere dal benessere personale e dalla prosperità del paese di nascita".

Per finanziare la realizzazione della bandiera, le insegne e l'inno di Asgardia è stato lanciato un nuovo sito web attraverso il quale sarà anche possibile registrare il proprio interesse per ottenere la cittadinanza e diventare così Asgardiani a tutti gli effetti. Secondo Ashurbeyli, una volta raggiunte le 100 mila persone interessate sarà possibile richiedere alle Nazioni Unite lo status ufficiale di nazione. Gli Asgardiani resteranno fisicamente nella nazione in cui si trovano, ma saranno cittadini di questo nuovo Paese costituito da un satellite che ruota intorno alla Terra.
Le missioni nello spazio sono regolamentate da un trattato denominato Outer Space Treaty (Trattato sullo spazio extra-atmosferico), firmato dalla maggior parte delle nazioni (ma non da tutte), secondo il quale il Paese che invia una missione nello spazio è responsabile per quella missione. Quindi, se la NASA o una società americana come SpaceX inviano un satellite nello spazio e quest'ultimo si schianta contro un satellite russo distruggendolo, la Russia può ritenere responsabile il governo degli Stati Uniti. Pertanto questo significa che il governo Usa deve regolamentare le aziende americane che lavorano nello spazio per evitare tali incidenti internazionali. Dunque, secondo questa logica, si potrebbe pensare che Asgardia rappresenti un escamotage per aggirare il trattato e le regolamentazioni governative, in quanto la formazione di un nuovo governo presuppone che si possa ritenere responsabili le persone che lo hanno formato.
Quando interpellato a riguardo, l'avvocato Joanne Irene Gabrynowicz ha spiegato: "Secondo il diritto internazionale ci sono criteri specifici affinché un'entità venga riconosciuta come nazione. Deve avere un territorio e una popolazione, ed essere riconosciuta come nazione da altre nazioni. Non basta dichiarare che una nazione esiste per renderla una nazione riconosciuta".
In realtà esiste almeno un'altra nazione indipendente nello spazio che in passato è stata dichiarata e successivamente contestata. Nel 1949 l'americano James Mangandepositò i documenti nella contea di Cook County in Illinois, rivendicando tutto lo spazio oltre la Terra e dichiarando la Nation of Celestial Space (o semplicemente "Celestia") con se stesso come fondatore e rappresentante. Anche lui aveva come obiettivo la pace nello spazio e cominciò la sua missione informando gli Stati Uniti, Unione Sovietica e altre nazioni che il suo paese aveva vietato i test nucleari atmosferici. Il mondo, e le Nazioni Unite, ignorarono educatamente le richieste di Mangan per decenni. Egli morì nel 1970 e da allora non si è sentito parlare molto di Celestia.
Sicuramente uno dei punti a favore di Asgardia sta nel potenziale di Internet, grazie al quale è possibile organizzare la raccolta fondi per la creazione del satellite che andrebbe a costituire il territorio fisico nell'universo. Resta ancora da vedere se le Nazioni Unite e il resto dell'umanità considereranno Asgardia come una nazione legittima, anche se l'eventualità che ciò possa non avvenire non ha fermato le quattromila persone che hanno registrato il loro interesse a diventare Asgardiani in meno di 12 oLe missioni nello spazio sono regolamentate da un trattato denominato Outer Space Treaty (Trattato sullo spazio extra-atmosferico), firmato dalla maggior parte delle nazioni (ma non da tutte), secondo il quale il Paese che invia una missione nello spazio è responsabile per quella missione. Quindi, se la NASA o una società americana come SpaceX inviano un satellite nello spazio e quest'ultimo si schianta contro un satellite russo distruggendolo, la Russia può ritenere responsabile il governo degli Stati Uniti. Pertanto questo significa che il governo Usa deve regolamentare le aziende americane che lavorano nello spazio per evitare tali incidenti internazionali. Dunque, secondo questa logica, si potrebbe pensare che Asgardia rappresenti un escamotage per aggirare il trattato e le regolamentazioni governative, in quanto la formazione di un nuovo governo presuppone che si possa ritenere responsabili le persone che lo hanno formato.
Quando interpellato a riguardo, l'avvocato Joanne Irene Gabrynowicz ha spiegato: "Secondo il diritto internazionale ci sono criteri specifici affinché un'entità venga riconosciuta come nazione. Deve avere un territorio e una popolazione, ed essere riconosciuta come nazione da altre nazioni. Non basta dichiarare che una nazione esiste per renderla una nazione riconosciuta".
In realtà esiste almeno un'altra nazione indipendente nello spazio che in passato è stata dichiarata e successivamente contestata. Nel 1949 l'americano James Mangandepositò i documenti nella contea di Cook County in Illinois, rivendicando tutto lo spazio oltre la Terra e dichiarando la Nation of Celestial Space (o semplicemente "Celestia") con se stesso come fondatore e rappresentante. Anche lui aveva come obiettivo la pace nello spazio e cominciò la sua missione informando gli Stati Uniti, Unione Sovietica e altre nazioni che il suo paese aveva vietato i test nucleari atmosferici. Il mondo, e le Nazioni Unite, ignorarono educatamente le richieste di Mangan per decenni. Egli morì nel 1970 e da allora non si è sentito parlare molto di Celestia.
Sicuramente uno dei punti a favore di Asgardia sta nel potenziale di Internet, grazie al quale è possibile organizzare la raccolta fondi per la creazione del satellite che andrebbe a costituire il territorio fisico nell'universo. Resta ancora da vedere se le Nazioni Unite e il resto dell'umanità considereranno Asgardia come una nazione legittima, anche se l'eventualità che ciò possa non avvenire non ha fermato le quattromila persone che hanno registrato il loro interesse a diventare Asgardiani in meno di 12 ore.
Fonte: cnet.com 

Redazione

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