il Regno delle Due Sicilie era la Germania di oggi”

Prima ci ignoravano, adesso ci vogliono confutare: stiamo parlando di coloro, storici, economisti ed addetti ai lavori in generale, che si impegnano a smontare e ridicolizzare le ricostruzioni storiche del periodo precedente all’Unità d’Italia, effettuata da studiosi che non accettano che si dicano quelle falsità secondo cui Garibaldi e Cavour  sarebbero venuti a liberare il Sud dall’oppressore straniero, quel Sud estremamente arretrato, così arretrato che neanche 153 anni di Italia sono riusciti ad ammodernare. Il Meridione, secondo gli storici ufficiali, era assimilabile nel 1861 all’Africa, abitato da individui incivili, sporchi e rozzi, mentre chi afferma il contrario è subito etichettato come diffusore di frottole(vedi Alessandro Barbero) e spregiativamente “neoborbonico”.
Per fortuna, possiamo dire, esistono casi in cui lo stretto controllo in chiave antimeridionale viene meno, e così accade che su “Il Sole 24 Ore”, del quale credo si possa dire che è tutt’altro che neoborbonico, esca un articolo diGiuseppe Chiellino che in merito agli eurobond afferma che nel 1861 il Regno delle Due Sicilie era paragonabile alla Germania di adesso. La riflessione di Chiellino prende spunto dal fatto che Angela Merkel, cancelliere tedesco, ha fatto tramontare l’ipotesi degli eurobond, e si chiede se la decisione sia ascrivibile alla ricerca di Stéphanie Collet, storica della finanza della Université Libre de Bruxelles, la quale ha studiato gli effetti dell’unificazione del debito sovrano dei 7 Stati che costituirono il Regno d’Italia.
Nell’articolo del 2012, dall’eloquente titolo “Gli eurobond che fecero l’Unità d’Italia quando il Regno di Napoli era come la Germania”, si può leggere:
“A voler utilizzare le categorie di oggi, il Regno di Napoli economicamente era per l’Italia quello che oggi la Germania è per l’Eurozona. «Come il Regno di Napoli prima dell’integrazione del debito sovrano, la Germania di oggi è l’economia più forte dell’eurozona e beneficia del costo del debito più basso in assoluto» scrive Collet. Considerazioni, queste, che faranno storcere il naso a molti, ma sicuramente non di parte. Del resto, come ricorda Collet, Napoli era di gran lunga la città più importante del neonato Regno d’Italia. E le regioni del Sud avevano una discreta struttura industriale, un’agricoltura fiorente sia pure basata sul latifondismo, e importanti porti commerciali”.
Il pezzo, che potete leggere integralmente cliccando qui, procede poi facendo intendere che la Merkel potrebbe voler evitare proprio ciò che accadde dal 1861 in poi al Mezzogiorno d’Italia, le conseguenze che conosciamo molto bene perché le subiamo quotidianamente. A questo punto due sono le ipotesi: o “Il Sole 24 Ore” è costituito da mistificatori neoborbonici, oppure qualcuno farebbe bene a parlare secondo ragione e coscienza.
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