Referendum Grecia, i risultati in diretta. Primi dati: “No oltre il 61%”. Governo

CRONACA ORA PER ORA - Il Paese è chiamato al voto per decidere se accettare o meno il piano di aiuto dei creditori. Il ministro delle Finanze ha confermato che nel caso non passasse la linea dura sarebbe pronto a dimettersi e in nottata avrà una riunione d'emergenza con i rappresentanti delle banche. Ricostruzioni della stampa tedesca riportano che il presidente della Bundesbank avrebbe avvertito che in caso di Grexit si aprirebbe buco di bilancio della Germania e che la Merkel avrebbe commentato il referendum dicendo: "Premier greco vuole portare il Paese contro un muro"
In vantaggio il “no” al piano di aiuti proposto dai creditori alla Grecia. Chiusi i seggi, il Paese aspetta i risultati della consultazione che influenzerà le sorti dell’eurozona. Secondo i primi scrutini, il “no” è oltre il 61 per cento, contro il “sì” al 40%. L’affluenza ha raggiunto il 65 per cento (il quorum da raggiungere era del 40%). I sondaggi diffusi dalle televisioni intorno alle 18 hanno messo subito in evidenza che la linea dura, sostenuta dal governo Tsipras, era in testa con almeno il 51,5 per cento. 
“Ora siamo pronti a chiudere i negoziati in 48 ore”, ha dichiarato il portavoce del governo. “Ora abbiamo un mandato chiaro del popolo greco”, ha commentato il capo dei negoziatori. La prima preoccupazione riguarda la liquidità finanziaria: negli ultimi sette giorni le banche sono state chiuse e la disponibilità è assicurata solo fino a lunedì sera. Poi tutto dipenderà dalle decisioni del board della Bce. Il ministro delle Finanza Yanis Varoufakis nella notte incontrerà i rappresentanti dei principali istituti finanziari del Paese e secondo alcune indiscrezioni la Banca di Grecia è pronta a presentare una richiesta di aumento di liquidità di emergenza attraverso il programma Ela alla Banca centrale europea.

“Oggi è un giorno di festa. Si può ignorare la decisione di un governo, ma non la decisione di un popolo. Oggi la democrazia batte la paura”, ha commentato Alexis Tsipras all’uscita dal seggio ad Atene. Tutti gli occhi sono puntati sulla Grecia, ma anche su Bruxelles. La vittoria del fronte del “sì” o del “no” determinerà le scelte politiche dell’Unione europea dei prossimi giorni. Il ministro delle Finanze in mattinata aveva ribadito che se non passasse la linea dell’opposizione al piano dei creditori lui sarebbe pronto a dimettersi. Intanto la stampa tedesca ha rivelato alcuni retroscena secondo cui il presidente della Bundesbankavrebbe avvertito la cancelliera Angela Merkel che l’uscita della Grecia dalla zona euro si tradurrebbe in un buco di diversi miliardi di euro nel bilancio della Germania. In questo scenario, si legge sul quotidiano Handelsblatt, le perdite subite dalla banca sarebbero maggiori delle riserve di 14,4 miliardi di euro accantonate dalla banca. Da Berlino nessuna dichiarazione ufficiale, anche se la versione del Der Spiegel online, ha riportato alcune frasi con cui la cancelliera avrebbe commentato la notizia del referendum nei giorni scorsi: “Tsipras”, avrebbe detto secondo alcune fonti, “sta portando il Paese contro un muro”.
Il nodo della questione restano i negoziati tra Atene e Bruxelles. L’Ue nei giorni scorsi si è esposta perché i greci votino a favore del piano e le potenze europee hanno fatto sapere che in quel caso sarebbe più facile continuare con le trattative. In caso contrario, i rapporti sarebbero ancora più tesi. Il presidente del Consiglio europeo però in un’intervista ieri ha cercato di smorzare i toni: “No a messaggi drammatici“. Una visione condivisa dal premier Tsipras che continua a ribadire: “La vittoria del ‘no’ non significa l’uscita dall’euro”. Intanto la preoccupazione riguarda la liquidità finanziaria: negli ultimi sette giorni le banche sono state chiuse e la disponibilità di valuta è assicurata solo fino a lunedì sera. Poi tutto dipenderà dalle decisioni del board della Bce.
In mattinata ci sono state file fuori dai seggi, poi il flusso delle persone è diminuito. I leader di Pasok, To Potami e Nuova Democrazia hanno votato sì, mentre quello di Alba dorata ha scelto il no e di Kke ha lasciato scheda nulla. “E’ la regola della responsabilità. I greci uniti votano a favore della speranza e della dignità. Vogliamo un accordo sostenibile. Resistiamo alle forze estremiste dell’Europa e diciamo un forte sì alla Grecia e all’Europa”, ha dichiarato Fofi Yenimatá, leader del Pasok, a proposito del referendum in corso in Grecia. Con lei ha votato per il sì anche l’ex primo ministro Yorgos Papandreu, il leader di Nuova Democrazia ed ex premier Antonis Samaras, il leader di To Potami Stavros Theodorakis. “In poche ore dobbiamo affrontare il maggior problema del Paese, la sua permanenza nell’euro”, ha detto quest’ultimo.
Il leader del partito comunista Kke, Dimitris Kutsubas, ha invece ribadito le critiche sia alle soluzioni proposte dal governo del premier Alexis Tsipras, sia a quelle dei creditori. Il suo partito ha invitato i greci ad annullare la scheda, per dire “un doppio no”. Ha difeso la rottura della Grecia con “le misure di austerità e con la Ue, il capitale e il suo potere”. Ha votato no il leader del partito Alba dorata, Nikolaos Mijaloliakos, dicendo però di essere contrario anche alle proposte del governo. Si è augurato cambiamenti dopo il voto, da cui ha affermato che il suo partito di estrema destra “uscirà rafforzato, come forza di stabilità e di credibilità”.
CRONACA ORA PER ORA
Ore 20.00 – I ministri Eurogruppo non si riuniranno domani
Ore 19.45 – Renzi incontra Padoan
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha convocato a Palazzo Chigi domani mattina alle 9,30 il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. E’ quanto si apprende da fonti di governo. Sul tavolo, ovviamente, le conseguenze del risultato del referendum greco.
Ore 19.25 – Atene chiederà a Bce innalzamento Ela
La Banca centrale greca chiederà oggi alla Bce di innalzare l’ammontare della liquidità di emergenza Ela alle banche greche e “non c’è ragione per non aumentare la liquidità”. Lo ha detto il portavoce del governo greco, Gabriel Sakellaridis, alla tv greca ANT1.
Ore 19.15 – Primi dati: “No al 59,7 per cento”
Quando sono state scrutinate finora il 7,4% delle schede, il “no” è al 59,7 per cento. Il sì invece al 40,3%.
Ore 19.11 – Capo negoziatori greci: “Non stiamo valutando moneta parallela”
Il governo greco non sta valutando l’ipotesi di stampare una “valuta parallela”. Lo ha detto il coordinatore greco dei negoziati con i creditori internazionali, Euclid Tsakalotos, parlando all’emittente Star tv.
Ore 19.10 – Il ministro della Difesa: “Le democrazia ha vinto”
“Il popolo greco ha dimostrato che non può essere ricattato, non può essere terrorizzato, né minacciato. La democrazia ha vinto”, lo ha scritto su Twitter il ministro della Difesa e presidente dei Greci Indipendenti (che formano la maggioranza con Syriza) Panos Kammenos in un primo commento sui primi sondaggi tv sul referendum.
Ore 19.05 – Capo negoziatori greci: “Ora abbiamo mandato popolare”
“Il governo greco ora andrà al nuovo negoziato con due nuovi elementi: il rapporto dell’Fmi sull’insostenibilità del debito greco e un nuovo mandato popolare, come mostra l’apparente risultato del referendum”, lo ha detto il capo dei negoziatori greci Euklid Tskalotos a Star TV.
Ore 19 – Governo greco: “Ci impegniamo a chiudere negoziati in 48 ore”
La drammatica situazione greca non consente ritardi e “i negoziati che riprenderanno dovranno concludersi molto in fretta, nel giro di 48 ore”. Lo ha detto il portavoce del governo greco Gavriil Sakellaridis ai microfoni della tv greca. “Faremo ogni sforzo per chiudere (un accordo, ndr) in fretta” con le controparti internazionali, ha aggiunto.
Ore 18.52 – Varoufakis polemizza con stampa greca su Twitter
“Potremmo avere un accordo tra 24 ore, ho detto, ma la nostra stampa velenosa si è affrettata a scrivere che ho detto di prevedere un accordo entro 24 ore”. Lo scrive il ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis, in un tweet, polemizzando con i media ellenici.
Ore 18.50 – Eurodeputato Syriza: “In Ue alla pari e non come colonia”“Il popolo greco sta dimostrando che vuole rimanere in Europa” come membro alla pari “e non come una colonia del debito”. Lo ha dichiarato Dimitris Papadimoulis, deputato europeo del partito Syriza al governo in Grecia, come riferiscono media locali. Papadimoulis ha detto che il Paese deve attendere i risultati definitivi ed ufficiali del referendum ed ha esortato i propri connazionali a mantenere la calma.
Ore 18.45 – Festa e attesa per M5S e Sel in piazza Syntagma
Pacche sulle spalle e sorrisi tra i parlamentari del M5S subito dopo che le tv greche hanno pubblicato i primi sondaggi. Nessuna dichiarazione in attesa “di risultati certi”. Nessun commento ma clima di festa nella delegazione della sinistra italiana che sta guardando in tv i primi sondaggi. Nichi Vendola, Nicola Fratoianni, Arturo Scotto, Stefano Fassina, Alfredo D’Attorre preferiscono non rilasciare dichiarazioni ma sorrisi e pacche sulle spalle lasciano trasparire soddisfazione per i primi dati sul voto ellenico.
Ore 18.43 – Tsipras rientrato in sua residenza ufficiale
Il premier Alexis Tsipras è rientrato nella sede del governo ad Atene, dove si trova anche la sua residenza ufficiale. Lo riporta il sito di Kathimerini.
Ore 18.40 – Fonti Syriza, delegazione pronta a partire per Bruxelles
Una delegazione ai massimi livelli del governo greco “ha fatto le valige ed è pronta a tornare a Bruxelles” per rilanciare i negoziati con i creditori internazionali. Lo riferiscono fonti di Syriza, il partito del premierAlexis Tsipras, citate dal Guardian. “La situazione delle banche è critica e va affrontata immediatamente”, hanno aggiunto le fonti.
Ore 18.35 – Atene: “Ora ogni sforzo possibile per trovare un accordo”
La Grecia “farà tutti gli sforzi possibili per arrivare presto ad un accordo” con i creditori, “anche nelle prossime 48 ore”. Lo ha detto il portavoce del governo Sakellaridis alla Tv greca.
Ore 18.24 – Sondaggio Mega Tv: “No al 51,5 per cento”
Secondo un sondaggio condotto tra la giornata di ieri ed oggi da Gpo per l’emittente greca Mega TV, i “No” avrebbero vinto il referendum con il 51,5% dei voti, rispetto al 48,5% dei “Sì”. Un sondaggio condotto da MRB per l’emittente televisiva Star Channel conferma il vantaggio del ‘no’, con una percentuale compresa fra il 49 e il 54 per cento, con il ‘sì’ fra il 46 e il 51 per cento. Secondo infine una rilevazione commissionata da Antenna News, i “no” sarebbero al 49%, mentre i “Sì” si fermerebbero al 46%, con il 2% di schede nulle e il 2% di indecisi.
Ore 18.20 – Domani Merkel incontra Hollande
La cancelliera Angela Merkel volerà a Parigi domani per incontrare il presidente frencese Francois Hollande e confrontarsi sugli sviluppi della situazione in Grecia dopo il referendum. Lo annuncia Steffen Seibert in un comunicato.
Ore 18.19 – Affluenza al 65 per cento
L’affluenza al referendum di oggi è stata di circa il 65% degli aventi diritto al voto. Lo hanno riferito le autorità elettorali greche. La consultazione è pertanto valida avendo superato il quorum.
Ore 18.13 – Urlo di gioia nella sede di Syriza
Un urlo di gioia nella sede di Syriza ha accolto i primi sondaggi sulle indicazioni di voto pubblicati in tv subito dopo la chiusura dei seggi per il referendum. In tanti, ha constatato l’inviato ANSA sul posto, hanno fotografato con i cellulari le schermate tv che rimandavano i primi dati, mentre alcuni dirigenti del partito invitano alla calma.
Ore 18.12 – Exit poll: testa a testa
Testa a testa nel referendum in Grecia secondo quanto emerge dai primi exit poll diffusi dalla tv ANT1 subito dopo la chiusura delle urne.
Ore 18.10 – Sondaggi tv: “Vittoria no con 51,5 per cento”Tutti i sondaggi delle tv greche danno il ‘No’ in vantaggio sul ‘Sì’ nel referendum. Ant1 dà il ‘No’ al 51% contro il 37% di ‘Sì’. Mega dà il ‘No’ al 51,5%, il ‘Sì’ al 48,5%. Per Skai il ‘No’ è al 52% contro il 48% di ‘Sì’, mentre Star dà il ‘No’ al 49% contro il 46% di ‘Sì’. I dati si riferiscono a sondaggi, non exit-poll, condotti dalle varie televisioni non all’uscita dalle urne.
Ore 18 – Chiuse le urne, sondaggi tv: “Il no in vantaggio”
Ore 17.50 – Se vince “no” subito richiesta negoziato con Eurogruppo
Se stasera vinceranno i “No” nel referendum greco, il governo di Atene domani invierà a Bruxelles una delegazione per riprendere immediatamente i negoziati con l’Eurogruppo. Lo riferiscono fonti citate dall’emittente britannica SkyNews.
Ore 17.40 – Financial Times, sondaggio riservato: “‘No’ tra il 51 e il 53 per cento”
Risultato sul filo del rasoio nel referendum di oggi in Grecia. Secondo il Financial Times, che ha potuto visionarlo, un sondaggio effettuato nelle ultime ore e non reso pubblico indicherebbe il fronte del ‘No’ tra il 51% e il 53% dei consensi. Dal sondaggio comunque emerge che è un testa a testa fra il “si” e il “no” ed è ancora troppo presto per sbilanciarsi sull’esito finale. Inoltre, spiega il quotidiano della City londinese, molti elettori hanno detto di essere confusi dal modo con cui è stato posto il quesito, con riferimento a due documenti tecnici, ossia al “programma attuale” di salvataggio e ad “un’analisi preliminare sulla sostenibilità del debito”.
Ore 17.36 – Stampa svizzera, Atene cerca accordo con Berna per amnistia fiscale
La Grecia ha proposto alla Svizzera un accordo per una amnistia fiscale per i greci che accettano di riportare i capitali depositati su conti aperti presso banche svizzere in patria, rende noto il domenicale Nzz am Sonntag citando fonti bene informate. Il piano prevede l’introduzione di una sanzione pari al 21 per cento del capitale non dichiarato.
Ore 16.50 – Sindaco di Atene: “Oggi il voto, da domani dobbiamo lavorare insieme”
“Oggi votiamo. Da domani dobbiamo tutti metterci a lavorare insieme. E’ la breve dichiarazione rilasciata dal sindaco di Atene Giorgos Kaminis e riportata dai media greci. Kaminis, sostenitore del “sì”, ha parlato con i giornalisti fuori dal seggio elettorale nel quartiere centrale di Ambelokipi, subito dopo aver votato.
Ore 16.45 – Parigi: “Riprendere i negoziati in ogni caso”
Il ministro dell’Economia francese, Emmanuel Macron, invita i governi europei a non punire la Grecia come avvenne con la Germania dopo la Prima guerra mondiale. “Qualsiasi sia l’esito del voto dobbiamo riprendere i negoziati politici. Non rimettiamo in scena il Trattato di Versailles”, ha detto Macron, secondo quanto riporta Bloomberg
Ore 16.40 – Varoufakis: “Solo con ‘no’ accordo praticabile”
Votare ‘no’ al referendum greco è la sola strada per raggiungere un accordo praticabile. E’ quanto ha ribadito Yanis Varoufakis, in un’intervista all’ABC, secondo quanto riporta Bloomberg. Per il ministro delle Finanze di Atene la crisi di liquidità delle banche greche è stata “architettata politicamente”
Ore 16.30 – Stasera riunione d’emergenza Varoufakis e principali banche
Nel corso della tarda serata e della notte, quando si delineerà il risultato del referendum, il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis terrà una riunione d’emergenza con la Banca centrale greca e le principali banche commerciali del Paese. Lo riferisce il responsabile della redazione economica della Bbc Robert Peston su Twitter.
Ore 16.00 – Media: “A metà giornata affluenza al 35 per cento”
L’affluenza alle urne al referendum in Grecia è simile a quella registrata alle elezioni legislative dello scorso gennaio: a metà giornata ha votato il 35 per cento degli aventi diritto, rende noto l’emittente tv Mega. La soglia del 40 per cento necessaria per rendere valido il referendum dovrebbe quindi essere superata senza problemi. Lo scorso gennaio l’affluenza alle urne era stata del 65 per cento.
Ore 15.45 – Merkel: “Tsipras sta portando il Paese contro un muro”
La politica di Alexis Tsipras è “rigida e ideologica” e il premier greco “sta portando il suo Paese a sbattere contro un muro, ad occhi aperti”. Così la cancelliera tedesca Angela Merkel avrebbe reagito, nel corso di una riunione ristretta della Cdu, alla notizia che il leader di Syriza aveva deciso di indire il referendum odierno. A rivelarlo è il settimanale tedesco Spiegel, secondo il quale le parole pronunciate dalla Merkel sono state confermate da numerosi partecipanti alla riunione di partito tenutasi lunedì scorso alla Konrad Adenauer House di Berlino. Secondo i testimoni, la cancelliera era sconcertata dal fatto che Tsipras potesse “giocare alla roulette con un intero Paese”.
Ore 15.36 – Domani vertice Cameron e Osborne
Vertice domani mattina tra il ministro dello Scacchiere britannico George Osborne, il premier David Cameron il Governatore della Banca d’Inghilterra, Mark Carney per affrontare gli effetti del dopo voto greco. Lo ha annunciato Osborne in un’intervista, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg. “La Gran Bretagna ” è preparata a qualsiasi cosa” ha detto Osborne, precisando che “non c’è dubbio che la situazione greca ha un impatto sull’economia europea, che ha un impatto su di noi”.
Ore 14.51 – Grillo: “Potere al popolo, non alle banche”
“Potere al popolo, non alle banche!”. Lo scrive Beppe Grillo sulla sua pagina facebook. Il leader del M5S, arrivato in Grecia per “mostrare solidarietà al popolo greco” e seguire l’esito del referendum, incontrerà la stampa italiana nel pomeriggio. L’appuntamento è per le 17 ora locale (le 16 in Italia) presso l’hotel Grande Bretagne, uno degli alberghi più famosi di Atene nei pressi di piazza di piazza Syntagma.
Ore 14.32 – Bundesbank a Merkel: “Con Grexit buco nei conti tedeschi”
L’uscita della Grecia dalla zona euro si tradurrebbe in un buco di diversi miliardi di euro nel bilancio della Germania. Lo sostiene il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, mettendo in guardia il governo della cancelliera Angela Merkel sulle possibili conseguenze di una uscita di Atene dalla moneta unica. A riferirlo è la testata economica tedesca Handelsblatt, citando fonti governative. In questo scenario, si legge, le perdite subite dalla banca sarebbero maggiori delle riserve di 14,4 miliardi di euro accantonate dalla banca.
Ore 14.19 – Ministro finanze Austria: “Vincerà il sì”
Il ministro delle finanze austriaco, Hans-Joerg Schelling, prevede una vittoria del sì al referendum oggi in Grecia sul piano di riforme proposto dai creditori internazionali. “Penso che alla fine vincerà la ragione perchè il popolo greco sa che in gioco non è solo l’euro ma il futuro della Grecia e quindi il loro futuro”, ha detto all’edizione domenicale della Welt am Sonntag. “Siamo andati molto incontro ai greci e la nostra mano rimane tesa”, è decisivo ora che il governo greco dica cosa vuole davvero, e non solo alla gente, ma che lo persegua poi anche nei negoziati. Dopodiché, ha aggiunto, “possiamo tornare subito a tavolo delle trattative”.
Ore 13.50 – Schulz: “Se vince il no, la Grecia dovrà introdurre una nuova moneta”
La Grecia dovrà introdurre un’altra valuta se vincerà il ‘no’ al referendum di oggi, anticipa il presidente del Parlamento europeo, il tedesco Martin Schulz, in una intervista alla radio tedesca in cui delinea con chiarezza il percorso obbligato che attende il paese in questo caso: fine della disponibilità di euro, introduzione di un’altra moneta, uscita dalla zona euro. “Dopo il referendum la Grecia continua a essere nell’euro, ma se dicono ‘no’ saranno costretti a introdurre un’altra valuta perché l’euro non sarà disponibile come metodo di pagamento”, ha spiegato nell’intervista diffusa oggi, ma che era stata registrata giovedì. “Nel momento in cui si introduce una nuova moneta, si esce dalla zona euro. Sono questi gli elementi che mi fanno auspicare che la gente non voterà per il no”, ha aggiunto.
Ore 13.30 – Courè (Bce): “Pronti a fare di più se necessario”
“La Banca centrale europea ha ben chiaro che se è necessario fare di più, farà di più”. E’ quanto ha affermato il membro francese del board della Bce, Benoit Courè parlando ad Aix en Provence, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg. Ha poi spiegato che l’eurozona ha bisogno di strumenti che aiutino gli stati a rispondere agli schock. Alcuni di questi strumenti sono stati creati fin dall’inizio della crisi. Secondo il banchiere della Bce quindi, che non cita esplicitamente la situazione di Atene, le riforme stanno dando frutto nei paesi dell’euro che le hanno avviate: “Visto da Francoforte i paesi che hanno visto le crisi più dure a che hanno affrontato le riforme più dure ne stanno cominciando a vedere i benefici. Sto pensando a Spagna e Irlanda”, ha precisato.
Ore 11.40 – Samaras: “Sì alla Grecia, sì all’Europa”
Al voto anche il leader di Nea Dimokratia Antonis Samaras, che ha ribadito: “I greci decidono oggi il futuro del Paese. Sì alla Grecia, sì all’Europa”.
Ore 11.30 – Varoufakis: “Mi dimetto se vince il sì”
Ha votato a Faliro il ministro delle finanze Yanis Varoufakis, che ha confermato al Bild la sua intenzione di dimettersi in caso di vittoria del Sì. “E’ una celebrazione della democrazia – ha dichiarato Varoufakis -. Gli enormi fallimenti dell’Eurogruppo hanno portato a un ultimatum al quale la gente non ha potuto rispondere. Oggi può dare la sua risposta”. Il referendum di oggi, ha detto, può dimostrare che “la moneta unica e la democrazia sono compatibili”.
Ore 10.50 – Vendola: “Italia ha giocato parte codarda”
Le delegazioni di Sel e dei parlamentari di sinistra italiani hanno raggiunto piazza Syntagma, per poi essere accolti nella sede di Syriza. Nichi Vendola ha detto che “non c’è nessun derby tra dracma e euro. E’ uno dei soliti falsi che confeziona il presidente del Consiglio. Né Syriza, né Tsipras propongono l’uscita dall’euro. In tutta questa vicenda la parte più codarda è quella che ha giocato l’Italia. Avrebbe potuto giocare ben altro ruolo”. Secondo Stefano Fassina invece, ex Pd giunto anche lui ad Atene invece “siamo qui per sostenere le ragioni del no ma anche per gli interessi dell’Italia perché è importante essere qui”.
Ore 10 – Ministro della Difesa: “I bancomat? Li ha chiusi l’opposizione”
Ha votato il ministro della Difesa Kommenos. Rispondendo ad una domanda, ha detto che “i bancomat? Li ha chiusi l’opposizione”, secondo lui cioè, dietro la chiusura delle banche ci sarebbe una manovra internazionale ispirata dall’opposizione al governo.
Ore 9.40 – Presidente della Repubblica: “Oggi è la giornata dei cittadini”
Ha votato il presidente della Repubblica Prokopis Pavlopoulos, che ha dichiarato: “Oggi è la giornata dei cittadini, che devono decidere secondo coscienza e secondo gli interessi della nazione. Indipendentemente dal risultato, dobbiamo votare, come fecero i nostri antenati. Poi andremo avanti, tutti insieme”.
Ore 9.30 – Tsipras: “Oggi è un giorno di festa”
Ha votato Alexis Tsipras, accolto da una folla enorme di giornalisti e curiosi.  “Oggi è un giorno di festa – ha detto all’uscita dal seggio – perché la democrazia è una festa. Si può ignorare la decisione di un governo, ma non la decisione di un popolo. Oggi la democrazia batte la paura”. E su Twitter ha scritto: “Oggi la democrazia decide per un domani migliore per tutti noi, in Grecia e in Europa”.

Ore 8.00 – Renzi: “Merkel sa che dovrà trattare in ogni caso”Matteo Renzi, in un’intervista al Messaggero intanto, sottolinea che Angela Merkel sa bene che dovrà trattare, qualunque sia l’esito della consultazione: “Dal giorno dopo (il referendum ndr) si dovrà tornare a parlare e la prima a saperlo è proprio Angela Merkel. Ovviamente è impossibile salvare la Grecia senza l’impegno del governo greco”. L’Italia, chiarisce poi Renzi, non intende azzerare il prestito di 10 mld fatto alla Grecia. “Il nostro Paese – si limita a dire – partecipa ai salvataggi assieme alle altre istituzioni internazionali. Tutto qui. E questi denari sono già computati nel debito pubblico».
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