Renzi vicinissimo alle dimissioni

Sono moltissimi i fronti caldi per Renzi. Da Mafia Capitale al caso Azzolini, dai conti pubblici alle riforme. E il premier-segretario starebbe accarezzando l'idea di forzare la mano e andare al voto al più presto...

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


"La situazione si sta complicando. Il premier è sulla difensiva, costretto a parere i colpi. Può accadere di tutto". Con queste parole un parlamentare del Partito Democratico vicino al presidente del Consiglio fotografa l'attuale situazione per la maggioranza che sostiene il governo. I fronti aperti per Matteo Renzi sono diversi. E tutti molto preoccupanti. L'ultimo caso in ordine di tempo è la richiesta di arresto per il senatore dell'Ncd Antonio Azzollini. Il presidente del Pd Matteo Orfini ha confermato che per il partito del premier sarà "inevitabile" votare a favore dell'arresto. Ma i centristi di Alfano sono in fermento. Ufficialmente chiedono prima di leggere bene le carte ed è evidente che per la maggioranza ci sarebbero grossi problemi se davvero il Pd votasse sì all'arresto di Azzollini.


C'è poi il caso Mafia Capitale. Le ultime intercettazioni di Salvatore Buzzi sono delicate e pericolose. Nel mirino non c'è solo la giunta Marino e il Comune di Roma ma - denunciano i grillini - anche il Pd e il premier vengono "tirati in ballo". E lo stesso Renzi potrebbe essere costretto a riferire in Aula. Una patata bollente che rischia di riservare altri colpi di scena nei prossimi giorni. Non solo. C'è poi lo scontro politico con la minoranza interna. Sulla scuola e sulle riforme istituzionali, dopo i brutti risultati elettorali del 31 maggio, la battaglia in Parlamento sarà durissima, visto anche il passo falso della maggioranza in Commissione  al Senato sulla scuola. Ma anche al centro ci sono problemi con l'uscita di Mario Mauro che potrebbe essere seguito da altri senatori.

E' vero che sarebbero in arrivo 10-12 verdiniani a Palazzo Madama, ma a quel punto la maggioranza sarebbe ancora più eterogenea e spostata verso il Centrodestra con il rischio di aumentare le fila dei dissidenti nella sinistra Pd. C'è poi il tema immigrazione. Al di là delle polemiche della Lega di Salvini e dei Governatori del Nord la situazione sta davvero diventando insostenibile e se dall'Europa, come pare, non arrivasse alcun aiuto per il premier sarebbe davvero una brutta figura nazionale e internazionale. Infine anche le unioni civili rischiano di mandare ko il governo. Ncd-Area Popolare non ne vuole nemmeno sentir parlare ma una parte del Pd insiste sul modello tedesco mettendo a rischio la stabilità dell'esecutivo.

Sul fronte economico, poi, ci sono molte partite delicate aperte. I soldi da trovare per la bocciatura della reverse charge, i pensionati che minacciano ricorsi dopo il decreto Poletti e l'incubo dell'aumento dell'Iva che incombe se la spending review non portasse ai risultati sperati. Insomma,Renzi ormai è davvero sulle difensive e - secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it - starebbe seriamente valutando l'ipotesi di mollare e ridare la parola ai cittadini, trasformando le elezioni in un referendum sulla sua persona. Agire subito con le urne in autunno anche per prendere in contropiede il Centrodestra ancora diviso. Tutto è possibile ma più passano i giorni e più l'idea che Renzi arrivi fino al 2018 si fa improbabile.
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